Rassegna Stampa

Robert W. Wilson, il multimilionario che dona 800 milioni e poi si suicida

Robert W. Wilson

Robert W. Wilson

ROMA – Si è gettato dal sedicesimo piano Robert W. Wilson, 87 anni, multimilionario degli hedge fund, si è suicidato lanciandosi del lussuoso edificio San Remo di cui era proprietario nel prestigioso quartiere dell’Upper West Side di New York, con vista su Central Park. Nella lettera di addio si legge: “Ho avuto una vita ricca e felice. Ringrazio e saluto tutti i miei amici. Fate in modo di sistemare tutte le cose che ho lasciato in sospeso e dite a tutti quello che ho fatto. Non mi vergogno di suicidarmi. Vendete tutte le mie cose”.

L’articolo dell’Indipendent tradotto da Carlo Antonio Biscotto del Fatto Quotidiano:

 Gli amici e i conoscenti lo considerano una “leggenda”, un uomo fuori del comune proprio per il fatto di aver donato in opere di carità tutta la sua immensa fortuna prima di morire. Gli ultimi 100 milioni li ha lasciati al gruppo ambientalista senza scopo di lucro “Environmental Defense Fund” (Edf). Fred Krupp, presidente dell’Edf, ha così commentato: “Robert Wilson è stato una leggenda di Wall Street poi è diventato un filantropo. Bob voleva contribuire alla felicità della gente. Era un uomo molto colto e di straordinaria intelligenza e aveva strabilianti capacità di prevedere il corso delle cose. Questa sua qualità gli è servita come uomo d’affari prima e come filantropo dopo”. Krupp ha ricordato che Wilson aveva accumulato una enorme fortuna in Borsa:

“All’inizio quando gli parlavo del cambiamento climatico mostrava un certo scetticismo, ma in seguito si è convinto che si trattava di un problema drammatico. Voleva la riduzione delle sostanze inquinanti e sapeva che la soluzione doveva essere sostenibile sul versante dell’ambiente, ma anche sul versante economico. I 100 milioni che ha donato alla nostra organizzazione ci hanno aiutato a crescere e hanno incoraggiato altri donatori. Personalmente sono grato a Bob per l’aiuto che ci ha dato in tutti questi anni”. Robert Wilson ha fatto grosse donazioni anche all’Arcidiocesi cattolica di New York, al World Monument Fund, alla Nature Conservancy e alla Wildlife Conservation Society. Nel 2010 intervistato da Bloomberg News disse: “Mi sono reso conto che in tutto il Paese stavano chiudendo molte scuole cattoliche e Bill Gates probabilmente non aveva abbastanza denaro per salvarle tutte. Così ho deciso di dargli una mano”. Aiutando le scuole cattoliche pensava di aver fatto una cosa giusta e anche redditizia per il suo fondo di investimento: “Sono ateo, ma le scuole cattoliche sono di eccezionale livello qualitativo e quindi ho creduto fosse mio dovere aiutarle”.

Il suo vicino di casa David Tobey insiste sulla vita frugale e ritirata di Wilson: “Robert con tutto il denaro che aveva non prendeva mai un taxi, non affittava mai una limousine. Prendeva sempre la metropolitana. Le poche volte che ha preso un taxi lo ha diviso con qualche inquilino del palazzo. Una volta ha preso un taxi con mia moglie e ha insistito per pagare la metà della corsa”. Il patrimonio di Wilson ammontava a circa 800 milioni di dollari di cui gli erano rimasti solamente 100 milioni lasciati all’Edf. Robert Wilson era anche un uomo molto sicuro delle sue scelte tanto da essersi apertamente dichiarato gay e ateo. Un bel coraggio se pensiamo che per un uomo nella sua posizione non dovevano essere ammissioni che si fanno a cuor leggero. “Era la persona più buona e impegnata nel sociale che mi sia mai capitato di conoscere”, ha detto Bonnie Burnham, presidente del World Monuments Fund. “Non si limitava solamente a sostenerci finanziariamente, ma metteva a nostra disposizione la sua intelligenza e le sue straordinarie capacità di uomo d’affari consigliandoci su come investire il denaro e il suo talento organizzativo. Ci mancherà molto”, ha aggiunto Burnham.

L’impegno a tutela dell’ambiente era un momento essenziale delle sue attività filantropiche e nel 2011 in una intervista al Financial Times aveva detto che gran parte dei 600 milioni di dollari dati in beneficenza li aveva donati a organizzazioni e gruppi ambientalisti. Robert Wilson era particolarmente fiero dell’appartamento in cui viveva al 16 ° piano dell’edificio. NE ERA PROPRIETARIO dal 1979 e qui aveva deciso di vivere fino alla morte. Aveva curato l’appartamento e il suo arredamento – opere d’arte comprese – in ogni dettaglio, tanto che l’appartamento acquistato per 300. 000 dollari, nel 2011 era stato valutato 20 milioni di dollari. Robert Wilson amava ammirare Central Park, gli alberi e il lago dalle finestre del suo appartamento. “Perché dovrei comprarmi una casa per le vacanze estive? Ce l’ho già”, aveva detto a un giornalista del Financial Times. Robert Wilson non lascia eredi. Si era sposato una sola volta. Sua moglie si chiamava Marilyn, ma avevano divorziato dopo 35 anni di matrimonio. Non aveva figli. Gli restava solo un fratello, William, di 88 anni.

To Top