Roberto Giachetti a Repubblica: “Ricordiamoci di Tortora, errori vanno puniti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2014 9:14 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2014 9:15
Roberto Giachetti a Repubblica: "Ricordiamoci di Tortora, errori vanno puniti"

Roberto Giachetti (LaPresse)

ROMA – “Respingo al mittente l’accusa che io abbia assunto una posizione contro le toghe. È dal 1987, dal primo referendum radicale, che io mi batto per la responsabilità civile dei magistrati”. Roberto Giachetti è l’unico del centrosinistra ad aver rivendicato il suo voto favorevole. Renziano di ferro, ha assunto una posizione criticata dallo stesso premier.

L’intervista a cura di Alberto Custodero su Repubblica:

Dopo una storia da garantista di sinistra, ora l’accusa di aver votato una legge voluta dal centrodestra per intimidire i giudici. Può spiegare questa sua posizione? “Intanto ci ho messo la faccia, facendo pubblica dichiarazione di voto. La mia posizione, inoltre, resta garantista”.

Perché?
«Perché colpisce l’errore per dolo e colpa grave. E faranno benissimo i magistrati ad essere più attenti, se dovranno decidere sulla vita delle persone. Non devono esserci più casi Tortora. I giudici che allora sbagliarono fecero carriera. Senza contare che la legge Vassalli fatta dopo il referendum del 1987 aggirò lo spirito referendario. E non fu mai applicata».

Renzi, però, dalla Cina ha detto che la norma andrà cambiata al Senato, di fatto sconfessando anche lei, renziano di ferro.
«Io ho sempre rispettato le decisioni della direzione e del gruppo che, su questa votazione, non ci sono state. E dunque mi sono sentito libero di esprimere il pensiero che rivendico da vent’anni. Ritengo tuttavia che questa mia posizione non sia poi così tanto in contrasto col Renzi-pensiero».

In che senso?
«Renzi alla Leopolda disse: “La storia di un altro Silvio ci dice che dobbiamo fare la riforma della giustizia”. Si riferiva a Silvio Scaglia, che, dopo quasi un anno di custodia cautelare per l’inchiesta Fastweb, fu assolto con formula piena. E poi aggiunse: “Ma vi sembra normale che noi in questi 20 anni abbiamo parlato di giustizia dedicata ad uno solo, e che un cittadino innocente venga messo in galera?”. Ecco, quando ho votato, m’è parso di risentire queste parole».
Ci sono stati gli interventi del Guardasigilli Orlando («Un pasticcio, va corretto »), e del presidente Napolitano a tutela dell’indipendenza della magistratura.

Lei ritiene che la riforma della giustizia, per il centrosinistra, rappresenti una sorta di tabù?
«Se lo è stato, non deve più essere un tabù. Ma vorrei essere chiaro: non è che solo perché sono renziano, non posso avere un’opinione diversa da Renzi. La pensiamo diversamente, ad esempio, sull’amnistia, lui contrario, io favorevole » (…)