Roma, 13enne morta a Trastevere. Le indagini: “Troppi regali costosi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2014 12:45 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2014 14:25
Roma, 13enne morta a Trastevere. Le indagini: "Troppi regali costosi"

Roma, 13enne morta a Trastevere. Le indagini: “Troppi regali costosi”

ROMA – “Mia mamma è disperata, non parla da due giorni. È stato come un fulmine, nessuno di noi si aspettava una cosa del genere”. Dalla cameretta della tredicenne suicida di Trastevere, arrivata a Roma da Capo Verde quattro anni fa grazie a un’adozione internazionale, spuntano altri oggetti dei quali la famiglia non ha memoria.

Compreso qualche vestito costoso, trousse di trucchi, troppo per una ragazzina che non aveva tutta quella disponibilità personale di denaro nonostante la famiglia adottiva benestante. Regali sui quali la magistratura sta cercando di fare luce. Come sul tablet e sul telefonino, forse più d’uno, che la ragazzina teneva occultati, perché a casa erano proibiti. Oggetti sui quali il procuratore aggiunto Maria Monteleone, coordinatrice del pool specializzato in reati sessuali e abusi, grande esperta del mondo dei giovanissimi, ha già affidato la perizia informatica.

Scrivono Adelaide Pierucci e Riccardo Tagliapietra sul Messaggero:

Si cerca innanzitutto il proprietario del tablet e dei cellulari che Katia teneva con se, per capire quale sia la sua versione, a cui è appeso un pezzo di verità. Poi il fascicolo aperto dal magistrato, per ora con l’ipotesi di istigazione al suicidio, prenderà forma. Anche l’autopsia sulla piccola Katia secondo gli investigatori potrebbe fornire nuovi elementi, o comunque chiarire alcuni aspetti. Mentre si studiano file, immagini, numeri di telefono, indirizzi ip, in grado di spiegare i motivi che hanno spinto l’adolescente a tagliare con il mondo attaccando una corda al soffitto della cameretta, dando così il via a un lungo e inesorabile rituale di morte.

In una lettera lasciata ai genitori la ragazzina capoverdiana chiedeva scusa. Lo fa a modo suo. Innanzitutto per una vita che non le piaceva più, che non sopportava, che avrebbe voluto diversa. E per certi «errori» fatti, sui quali vi è il riserbo degli investigatori. Forse non le bastava ciò che aveva, si sentiva soffocata rispetto alla libertà che aveva sempre avuto a Boa Vista, nell’isola dove era nata e cresciuta prima di giungere a Trastevere nella sua nuova casa. Ricordi ai quali era rimasta legata oltre che con il cuore, attraverso il suo profilo Facebook dove spiccano centinaia di amici capoverdiani con i quali chattava quasi ogni giorno, anche via mail. Una vita apparentemente felice. Ma c’è qualcosa di oscuro che ha turbato la ragazzina, un segreto inconfessabile scoperto all’improvviso dalla madre adottiva, un «tradimento» che Katia non ha saputo affrontare e dal quale è voluta fuggire un’ultima volta.

La bambina potrebbe essere stata vittima delle attenzioni di un uomo più grande di lei, trapela dalla Procura. Ma i magistrati non precludono anche altre piste legate sempre alla provenienza dei tablet e cellulari, che potrebbero pure risultare rubati, aprendo altri scenari (…)