Roma: 2 euro per mezza minerale. La gang degli abusivi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 agosto 2015 14:19 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2015 14:19
L'articolo di Elena Panarella del Messaggero

L’articolo di Elena Panarella del Messaggero

ROMA – “Il business delle bottigliette d’acqua per gli abusivi è schizzato alle stelle – scrive Elena Panarella del Messaggero – L’allontanamento dei camion bar dal centro storico ha lasciato una grossa fetta di mercato: e per chi vende sottobanco gli affari crescono”.

L’articolo del Messaggero: E così quando la Capitale viene investita – come accade in questi giorni – dall’afa, presidiano i luoghi più turistici, con bottigliette d’acqua e bibite. Le quali, va sottolineato, vengono vendute (quasi sempre) fredde. E qui ci sarebbe anche da aprire il capitolo «capacità frigorifere degli ambulanti». In verità, la faccenda è assai semplice: dietro a questi abusivi (quasi tutti bengalesi), che proliferano in barba ai controlli, ci sono veri e propri gruppi organizzati. Che li riforniscono regolarmente e, soprattutto, li sfruttano. Incassando una percentuale sui loro guadagni giornalieri, tutti rigorosamente esentasse. I “capi” sono quasi sempre connazionali che hanno attività commerciali ben avviate. L’organizzazione è precisa: ci sono le basi dove nascondere la merce durante i controlli eppure le sentinelle pronte a lanciare l’allarme via telefono cellulare quando si fanno vedere le pattuglie della municipale. GRUPPI ORGANIZZATI Ma dove si riforniscono? È la domanda che tutti si fanno. Di che acqua si tratta? Non si sa. E anche dal punto di vista dell’igiene qualche dubbio sorge spontaneo. I tappi sembrano originali. Ma le bottigliette sono sporche, sudicie. Spesso sono congelate e scongelate più volte al giorno. Dove vengono conservate? Se prima c’erano i frigo di alcuni furgoni alimentari piazzati in posti strategici ora ci sono anche internet point e bancarelle. Ma anche i cofani delle auto parcheggiate da mesi sempre nello stesso posto. I motorini poi fungono da trasporto per il rifornimento. Basta farsi un giro a piazza dei Cinquecento per vedere il movimento di questo esercito di abusivi. Sbucano all’improvviso poco dopo le nove del mattino, il monopolio è quasi tutto in mano a cittadini asiatici. Armati di grosse e resistenti buste di plastica fanno il pieno di bottiglie.

Poi si spartiscono le aree: ogni abusivo si piazza in un punto strategico della lunga arteria che collega piazza del Popolo con piazza Venezia. Ma anche via dei Fori Imperiali e Circo Massimo. In via del Tritone, all’altezza della fermata degli Open Bus, a due passi da Largo del Nazareno, alcuni ambulanti offrono al costo di 2 euro bottigliette da mezzo litro ai turisti accaldati che non sono ancora scesi dal pullman. Ma i più forniti (per non deludere i clienti) dispongono anche di snack vari. Altri sono fermi poco distante tra piazza San Silvestro e a palazzo Chigi. C’è poi chi sceglie l’angolo tra largo Goldoni e via Condotti, proprio accanto ai negozi dello shopping. E il business va che è una favola. Appena cala il buio si danno il cambio e si spostano verso altre piazze tra Testaccio e San Lorenzo. Insieme alle bottigliette d’acqua hanno anche le birre in secchi di plastica da muratore o in borse termiche. Anche queste vendute a poco. La cifra è bassa e accattivante «perché no», dicono alcuni ragazzi fuori dai locali della movida. Ma chi compra dai venditori ambulanti non ha nessuna garanzia che le bottiglie siano realmente sigillate: potrebbero essere già aperte, fallate, bucate o essere state conservate in maniera impropria. «I venditori abusivi si sono moltiplicati, l’incuria regna sovrana, nessuno rispetta più nulla. Non è bastato spostare i camion bar per ripristinare la legalità», tuonano i commercianti. E chiedono «più controlli mirati». I TURNI Un venditore racconta di pagare 250 euro al mese per un posto letto a Centocelle (…).