Roma, ambulante spezza il mignolo al vigile che cerca di allontanarlo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2014 8:54 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2014 8:54
Roma, ambulante spezza il mignolo al vigile che cerca di allontanarlo

Roma, ambulante spezza il mignolo al vigile che cerca di allontanarlo

ROMA – Ha usato il suo banchetto pieno di occhiali contraffatti come arma e ha spezzato un dito al vigile urbano che tentava di allontanarlo. Succede nella Roma di Ignazio Marino, a Castel Sant’Angelo e la storia la racconta Alessia Marani sul Messaggero. 

Al vigile poteva andare peggio: 15 giorni di prognosi. Ma ora rischia di presentarsi al suo matrimonio, il 9 giugno, con il dito ingessato.

Racconta il Messaggero:

Vittima M.I., 40 anni, da tre nella Municipale e un passato da parà. Poteva andargli peggio: tempo fa a Ostiense, un automobilista infuriato staccò un dito a morsi a un agente del Git, il Gruppo intervento traffico. La scorsa settimana, altri suoi colleghi sono stati presi a bastonate dai vu’ cumpra’ piazzati al Colosseo e venerdì un agente del V Prenestino è stato investito durante un controllo “di routine”. Il racconto di quel che gli è capitato, M.I. lo affida a una relazione di servizio e ai sindacalisti dell’Ospol, che rivendicano «strumenti adeguati e l’equiparazione alle forze di polizia». Il vigile aveva appena montato il turno dell’una con una collega. «Arrivati con l’auto di fronte all’ingresso del monumento ieri chiuso al pubblico – ha detto – abbiamo acceso i lampeggianti. C’erano una quarantina tra bengalesi e nordafricani sul piazzale trasformato in suk. Nessuno di loro si è mosso, per nulla intimoriti».

La scena è sotto gli occhi di decine di turisti: i due vigili scendono dall’auto, fischiano. Cominciano ad avvicinarsi al ponte. Un senegalese alza la tavola di compensato su cui sono agganciati con gli elastici gli occhiali da sole falso-griffati e, invece, di ritirarsi, la usa a mo’ di ariete contro i vigili. La donna cerca di ripararsi con le braccia e viene graffiata dal legno sul gomito destro. M.I. d’istinto alza le mani per ripararsi, ma viene colpito al mignolo. Lì per lì non sente grande dolore e si lancia all’inseguimento degli stranieri che scendono le scale per cercare una via di fuga lungo le banchine del Tevere. Poi una fitta dolorosa lo ferma: il dito è storto a novanta gradi, lui prova a raddrizzarlo. Finisce al Santo Spirito, mentre gli ambulanti si dileguano.