Roma, col trucco della gomma bucata derubavano vittime: arrestati ma già liberi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Maggio 2015 11:26 | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2015 11:27
Roma, col trucco della gomma bucata derubavano vittime: arrestati ma già liberi

Gomma bucata

ROMA – Bucavano le gomme delle auto nei supermarket e aiutavano le vittime a sostituirle mentre un complice rubava loro la borsa. L’ultimo colpo a Casal Palocco: i carabinieri erano appostati. Arrestati, processati e rilasciati: hanno solo l’obbligo di firma.

Come racconta Adelaide Pierucci sul Messaggero di Roma,

Aldo Di Santo e Roberto Ridolfo 60 e 42 anni, detti i “maghi del buco”, oltre cento denunce alle spalle, sono talmente noti per il loro trucchetto che l’altro giorno i carabinieri li hanno pizzicati mentre facevano un servizio di prevenzione dedicato proprio a quelli come loro.

Tanta fama non ha cambiato il corso della giustizia. Dopo dodici ore sono stati rimessi in libertà, con il solo obbligo della firma nella caserma sotto casa, zona Portuense. Processati per direttissima i due sono stati subito scarcerati, nonostante abbiano sulle spalle due procedimenti penali in cui vengono contestati complessivamente centoundici colpi fotocopia. Guardie e ladri si sono visti l’ultima volta l’altra mattina nel parcheggio del centro commerciale Le Terrazze a Casal Palocco. Erano tutti appostati. I maghi del buco pronti a scegliere la vittima, i carabinieri pronti ad acchiapparli: quando il maresciallo ha visto Di Santo scendere dall’auto del complice, prendere un punteruolo dalla tasca ed infilzarlo nella ruota posteriore di una Cinquecento, è spuntato fuori e l’ha chiamato per nome: «Di Santo, fermati». E Di Santo, che ha venti anni di esperienza alle spalle in tema di ruote bucate e di furti di borsette, ha ubbidito lasciandosi ammanettare insieme al suo complice.

La scelta della vittima stavolta era caduta su un cinquantenne con un borsello, che aveva chiuso l’auto e in fretta si era precipitato verso il centro commerciale per fare acquisti. I carabinieri hanno ipotizzato per la coppia di ladri il reato di tentato furto, confermato dal magistrato di turno. In aula, il pm ha chiesto per i due arrestati i domiciliari, mentre il giudice, sollecitato dall’avvocato Pietro Nicotera, li ha liberati prevedendo la misura dell’obbligo della firma.