Roma, Colle Oppio è zona proibita: siringhe usate e rifiuti vicino ai giochi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 9:04 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 9:04
Roma, Colle Oppio è zona proibita: siringhe usate e rifiuti vicino ai giochi

Colle Oppio

ROMA – Altalene, scivoli e siringhe. Torna la paura a Colle Oppio, dove lo stato di incuria e degrado ha superato il limite dell’inciviltà.

Nel parco a ridosso del Colosseo, infatti, i cumuli di rifiuti rovesciati fuori dai cestini e le montagne di spazzatura che non viene raccolta sono solo il problema minore. Il rischio è diventato quello dell’incolumità, soprattutto per i bambini che ogni giorno frequentano i giardini.

Scrive Flavia Scicchitano sul Corriere della Sera:

Quello che accade nell’area giochi di viale Eulero è allarmante: a pochi metri dagli scivoli si trovano siringhe utilizzate e abbandonate tra le erbacce, cocci di vetro di bottiglia taglienti e, a volte, sugli stessi giochi, escrementi umani. «Colle Oppio è diventato un posto inquietante. Mentre a un centinaio di metri si parla di realizzare l’area archeologica più grande del mondo, qui continuano ad esserci problemi di igiene e sicurezza che trasformano Roma in una città del terzo mondo — denuncia Silvia Iorio, del Comitato mamme parco Colle Oppio —. Il parco è occupato da gruppi di immigrati che sembra abbiano lo status di rifugiati politici, senza alcuna prospettiva. Il risultato è che vivono di espedienti, spesso aggrediscono i turisti per piccoli furti. Si bucano in pieno giorno, si lavano e fanno i bisogni davanti ai bambini. Abbiamo paura a lasciare i nostri figli liberi di correre e giocare, spesso ci sono siringhe, bottiglie di alcol svuotate e, l’altro giorno, lo scivolo era ricoperto di escrementi che hanno reso inagibili i giochi per una settimana. C’è una cooperativa che si occupa della pulizia del verde ma non del resto, così facciamo da sole, con le altre mamme: chi arriva prima pulisce, per quanto si può».

Ma l’abbandono è visibile in ogni angolo del parco. Le fontane, che come racconta il Comitato dovrebbero essere ripulite ogni quindici giorni, sono trascurate, l’acqua è marrone, melmosa, stagnante, galleggiano cartacce, avanzi di cibo e animali morti. Le panchine sono utilizzate come giacigli per senza tetto, e le ringhiere dei cantieri interni al giardino come stendini per vestiti e stracci. Si tratta delle recinzioni che delimitano i lavori di restauro della Domus Aurea, però, non di scavi qualunque. La casa dell’imperatore Nerone è trasformata ciclicamente in accampamento abusivo e nascondiglio per la refurtiva, dove decine di persone ogni notte mangiano, dormono e bivaccano (…)