Roma, Comune può licenziare dipendenti Atac-Ama. Passa emendamento Lanzillotta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2013 11:10 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2013 11:13
Roma, passa emendamento Lanzillotta: licenziamenti per le municipalizzate

Linda Lanzillotta (LaPresse)

ROMA – Il decreto Salva-Roma mette all’angolo le municipalizzate del Comune. Tutte quelle che hanno bilanci in perdita dovranno snellire il loro personale licenziando “per motivi economici” i dipendenti in eccesso.

Quindici righe di testo scritte dalla senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta, ex assessore al bilancio del Comune di Roma con la giunta Rutelli, che rischiano di creare un terremoto in società come Ama, Atac, Cotral. L’emendamento è stato approvato ieri in Commissione Bilancio al Senato, dove il provvedimento nato per ridare fiato alle casse della Capitale è in discussione. Oggi toccherà all’aula di Palazzo Madama pronunciarsi, ma il dietrofront, a meno di sorprese, è improbabile.

Scrive Andrea Bassi sul Messaggero:

Le stesse società controllate dal Comune sia direttamente che indirettamente, spiega il testo, dovranno sottostare al Patto di Stabilità interno e ai suoi vincoli, sia in materia di assunzione di personale che di acquisto di beni e servizi. Vincoli ovviamente strettissimi, che nel caso di società in profondo rosso impedirebbero di fatto nuove assunzioni e nuovi investimenti.

Non solo. Sempre per risanare il bilancio del Comune, la norma prevede la dismissione di nuove tranche di Acea, ma senza far perdere il controllo al Campidoglio. Significa la possibilità di diluire la partecipazione pubblica dal 51% fino al 30%. Altra misura è la liberalizzazione del trasporto pubblico locale, della raccolta di rifiuti della pulizia delle strade. Infine, l’emendamento Lanzillotta prevede anche la «liquidazione di tutte le società partecipate che non abbiano come fine sociale prioritario attività di servizio pubblico». (…)

Il provvedimento prova a fare chiarezza anche su un altro punto, la gestione commissariale alla quale è stata trasferita una buona parte del debito pregresso del Campidoglio. L’emendamento dà sessanta giorni di tempo dall’approvazione del decreto, per trasmettere al ministero dell’Economia e al Parlamento un rapporto che evidenzi le cause della formazione negli anni che vanno dal 2009 al 2012 del disavanzo di bilancio di parte corrente, nonché la natura e l’entitàdella massa di debito da trasferire alla gestione commissariale. Il Pd romano si è schierato subito contro la norma, preannunciando la presentazione di una mozione (…)