Roma, Enrico Aurili massacrato da baby gang alla Balduina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2014 9:32 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2014 9:32
Roma, Enrico Aurili massacrato da baby gang alla Balduina

Baby gang in azione

ROMA – “Erano in quattro e mi hanno circondato, volevano i soldi e il cellulare. Mi hanno massacrato, adesso chiedo giustizia”. Parla Enrico Aurili, il giovane pestato a sangue e rapinato da una baby gang in zona Balduina, a Roma.

Scrive Raffaella Troili sul Messaggero:

“Volevano il portafogli ma io non l’avevo. Allora mi hanno chiesto il cellulare in italiano perfetto. Il tempo di pensare ma perché te lo devo dare, ho lasciato il guinzaglio e detto a Black di scappare. Lo guardavo correre, ho parato un colpo, provato a fuggire ma ho sentito una botta ai reni, mi sono accasciato a terra. Ero inerme, non reagivo, sentivo dolore da tutte le parti. Volevano sfogarsi, il cellulare era un pretesto”. I ricordi si appannano. “Tremavo, sentivo mio padre dire non è possibile, c’era pure mamma”.

La donna vorrebbe riavvolgere il nastro, “li ho visti ma non pensavo che volessero ammazzare mio figlio, quando ho capito sono corsa in piazza Apuleio. Ma come fanno certi genitori a non seguire i propri ragazzi, li tenessero a casa. O non li facessero proprio». Da allora è a fianco di Enrico, che ha passato notti a provare a muovere le mani, a cercare di prendere il bordo del lenzuolo dell’ospedale; ancora non riesce a coordinare i movimenti, se impegna la mano la testa fa male. «Voglio riavere una vita normale: lavorare, scrivere, disegnare, andare in palestra, con gli amici. Il corpo mi sta dando una mano, stiamo lottando». Ma Black la sera non vuole più uscire.