Roma est, campo rom e 4 centri immigrati. Cittadini esasperati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 novembre 2014 12:01 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2014 12:01
Roma est, campo rom e 4 centri immigrati. Cittadini: "Campidoglio non fa nulla"

Roma est, campo rom e 4 centri immigrati. Cittadini: “Campidoglio non fa nulla”

ROMA – “Quella polveriera di Roma est: campo rom e 4 centri immigrati”, scrive Elena Panarella sul Messaggero di Roma. “Solo tra la Collatina e la Prenestina ci sono cinque grossi insediamenti senza controllo. Al Viminale ora si pensa di ridisegnare la mappa di tutti gli accampamenti nomadi”.

Questione annosa e sempre più scottante, quella del campi rom (attrezzati e non) della Capitale. Ma c’è un lato della città, più precisamente tra la Collatina e la Prenestina, dove la concentrazione di insediamenti e centri per immigrati «è una vera polveriera». «Una piaga nel tessuto sociale priva di controllo», tuonano gli abitanti di Tor Sapienza che in questi giorni hanno manifestato tutta la loro rabbia contro i rifugiati. Basta farsi un giro per rendersi conto della situazione. Tra Tor Sapienza e Tor Cervara nell’arco di nemmeno cinque chilometri ci sono un grande campo rom e quattro strutture per immigrati: il centro immigrazione della polizia e tre strutture che ospitano rifugiati come gli edifici in via Morandi, via Collatina e via Tiratelli. Una parola però unisce tutte queste realtà: esasperazione. E sì perché non solo i residenti non ne possono più di dover combattere contro tutto quello che ruota attorno al degrado e alla sensazione di abbandono da parte delle istituzioni, anche i rom si sentono abbandonati: fogne a cielo aperto, container arrugginiti, blocchi di cemento ovunque.

«Essere rom non può essere una vergogna. Siamo i primi che non vogliono vivere in queste condizioni – dicono dal campo di via Salviati – Quindici anni fa ci hanno messo qui dicendo che era una sistemazione provvisoria, in attesa di una regolare: nulla è cambiato». Ma una cosa è certa: ora il Viminale sta pensando a una riorganizzazione le aree considerate più “a rischio” per evitare concentrazioni pericolose. Intanto c’è chi punta il dito verso l’Amministrazione: «Di segnalazioni ne abbiamo fatte tante – denunciano sia i rom che i residenti – Ma da parte dell’assessore Cutini mai nessuna risposta. Chi si deve occupare di nomadi e rifugiati?». Nel 2013 il Comune ha speso oltre 24 milioni di euro per gestire 13 insediamenti, tra i cosiddetti «villaggi attrezzati» e i «centri di raccolta Rom», e per sgomberarli dagli insediamenti irregolari. «Di tutti questi soldi, neanche un centesimo è andato ai rom», dicono dall’associazione 21 luglio. A usufruire dei finanziamenti comunali sono 35 enti pubblici e privati, per lo più tramite affidamento diretto e non con bandi pubblici. Risultato? La situazione è sotto gli occhi di tutti: fuori controllo. Una fotografia, quella degli insediamenti abusivi nella Capitale, che risulta nelle ultime settimane sempre più “mossa”, perché ci sono oltre duecento micro e medi insediamenti che appaiono e scompaiono continuamente nel cuore e nella periferia della città. Qualche numero per rendere l’idea: prima dell’estate sul territorio romano risultavano 8.400 nomadi; di cui 5.970 censiti con nome e cognome, nei campi (più o meno) controllati dal Campidoglio; e molti altri sparpagliati qua e la. Oggi due, tre mila anonimi sono sparsi in accampamenti spontanei.