Roma, Francesco Totti: moderno, decisivo, longevo e da record in Champions

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2014 11:07 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 11:07
Roma, Francesco Totti: moderno, decisivo, longevo e da record in Champions

Roma, Francesco Totti: moderno, decisivo, longevo e da record in Champions (LaPresse)

ROMA – La prestazione della Roma e di Francesco Totti, calciatore moderno e decisivo nonostante l’età calcistica avanzata, sono un incentivo anche per la Juventus che stasera scenderà in campo sul difficile campo dei vice campioni d’Europa dell’Atletico Madrid. Ne parla Alessandra Bocci in un articolo de La Gazzetta dello Sport che riportiamo di seguito per la nostra rassegna stampa online.

“La serata di Francesco Totti certifica una verità attribuita a uno che di coppe europee si intendeva, Santiago Bernabeu: «Non esistono giocatori vecchi o giovani, esistono giocatori bravi o scarsi».

Francesco Totti è il marcatore più vecchio della Champions League, ha battuto il record di Ryan Giggs e pazienza se davanti gli sta Puskas, inarrivabile mito di un’altra epoca e di un altro torneo. Totti è il mito moderno, l’uomo che a 38 anni passati scatta e accarezza il pallone. Stupisce più la corsa del tocco dolce, stupisce la lucidità di questo infinito giocatore, tanto quanto la lucidità di una Roma che non si è lasciato sopraffare dalla partenza a handicap. A qualcuno sarà venuta in mente, dopo il rigore di Maicon, un’altra serata di Manchester, quella volta United.

Ma la Roma di Spalletti era soltanto bellissima, aveva meno giocatori di qualità e meno freddezza. La Roma di Garcia gioca con una specie di spietata leggerezza ed è l’evoluzione di quella Roma. La differenza di questa squadra sta nella maturità del suo campione e di tutto il gruppo. La Roma ora è come una dark lady: bella ma cattiva, e pericolosa.
Oggi la signora Juve è chiamata a rispondere in un duello che procede anche a distanza.

Allegri può cercare di chiudere una ferita rimasta aperta da quando il Milan lo ha esonerato privandolo della soddisfazione di giocarsi la partita con l’Atletico Madrid. E’ da quasi un anno che aspetta di chiudere i conti, da quasi un anno la Juve aspetta di medicare la sconfitta di Istanbul. Stasera tutto si può cicatrizzare o riaprire. L’Atletico è tornato al top della forma fisica, ha fame di punti e batterlo non sarà facile.
Ma intanto c’è il pareggio di Manchester, sofferto, meritato e utilissimo, a incoraggiare le grandi italiane a cercare di crescere anche in Europa.

La Roma ha faticato nel finale, però ha dato anche un’impressione di solidità, la stessa manifestata dal Chelsea di Mourinho che è andato a vincere con noncuranza in Portogallo. Non è stata una serata eccezionale per il calcio portoghese che ha tolto spazio nel ranking all’Italia, anche se il pareggio in extremis del Porto contro lo Shakhtar è un piccolo conforto. Sorprende la metamorfosi del Paris Saint Germain, che si mostra ai suoi tifosi vip (in tribuna Beckham e anche Beyoncé) in tutto il suo splendore dopo la prova opaca di Amsterdam.

Una squadra senza idee e velocità di gioco si è trasformata in due settimane in una formazione capace di ribattete colpo su colpo, e questa volta l’avversario si chiamava Barcellona. La squadra di Blanc, che si sente da finale, ha saputo fare a meno di Ibrahimovic, Thiago Silva e Lavezzi.

I maligni forse diranno che la carta vincente è stata proprio l’assenza di Zlatan, e la storia della battaglia dello svedese con la Champions continua. Oggi scende in campo anche Balotelli, oppresso già dalle critiche mentre Verratti a Parigi vola: gioca per il rosso del Liverpool e magari anche per l’azzurro di Conte. In mezzo a tanti segnali positivi, un interrogativo pesante: come ha potuto il Napoli farsi eliminare da una squadra che ha perso con il Bate Borisov? Per la sentenza non servono i posteri. Magari basterebbe l’Europa League”.