Roma, le nuove baraccopoli assediano il centro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Giugno 2015 11:01 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2015 11:01
Roma, le nuove baraccopoli assediano il centro

Roma, le nuove baraccopoli assediano il centro

ROMA – Insediamenti abusivi in ogni quartiere a Roma: Ponte Nomentano e Ponte Duca d’Aosta sono il rifugio di decine di senzatetto. Sotto i piloni della Tangenziale vicino a piazza Vescovio avanzi di cibo, materassi e panni stesi tra case di cartone.

Come riporta Camilla Mozzetti sul Messaggero di Roma,

sono insediamenti invisibili, nascosti tra gli angoli di una Roma che non ti aspetti di vedere ma che pure esiste. Insediamenti abusivi che sorgono tra le sterpaglie, che s’insinuano sulle rive del Tevere o dell’Aniene, che si nascondono sotto i ponti, non proliferano soltanto in periferia. Dove l’emergenza è tangibile perché si vede a occhio nudo ogni giorno. Ci sono quartieri centrali della Capitale, come quelli del II municipio, che sembrano lontani da racconti fatti di baracche e giacigli improvvisati, ma che, invece, trasudano insediamenti abusivi di ogni fattispecie. E nel solo raggio di sei chilometri svettano luoghi dimenticati da un’amministrazione che, in mancanza di risorse sufficienti, non ha gli strumenti per procedere a sgomberi e bonifiche.

Otto baracche tirate su a pezzi di cartone e tagli di alluminio. Coperte e materassi unti di sporco. Pentole con avanzi di cibo ai piedi degli alberi. Sui rami, scambiati per frigoriferi, restano appesi sacchetti di plastica con dentro qualche provvista. Siamo sulla Tangenziale Est a pochi passi da via Mascagni e da piazza Vescovio. Basta scavalcare il muro di cinta della carreggiata e arrampicarsi per qualche metro. Tra le sterpaglie, che costeggiano la strada in direzione San Giovanni, sorge da tempo questo piccolo insediamento. Cambiando corsia, invece, e puntando verso lo Stadio Olimpico in via della Foce dell’Aniene in meno di tre anni è stato tirato su un vero e proprio villaggio, il villaggio azzurro. Chiamato così per via dei teloni celesti usati per riparare dal vento e dalla pioggia le oltre 25 baracche. Non c’è luce né acqua potabile. Eppure la cucina del campo funziona grazie a una vecchia stufa a metano.

Ci vivono indisturbate più di 40 persone – tra cui moltissimi minori – per lo più romene, provenienti dalla città di Craiova. Ancora: il Ponte Nomentano, a pochi passi da via Tambien, è rifugio e ritrovo per senza tetto, tra cui moltissimi italiani. A nulla è valso lo sgombero delle scorse settimane. L’area non è stata bonificata e in meno di 48 ore è tornata a essere invasa da suppellettili, sedie, materassi, cuscini, rifiuti di varia natura, mentre l’odore nauseabondo ti colpisce allo stomaco e decine di topi frugano tra i rifiuti indisturbati (…)