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Roma, pedonalizzazione Fori Imperiali. Commercianti: “Noi costretti a chiudere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Giugno 2014 11:46 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2014 11:46
Roma, nuova pedonalizzazione ai Fori Imperiali

Roma, nuova pedonalizzazione ai Fori Imperiali

ROMA – Continuano le polemiche sulla dissennata conduzione del Comune di Roma da parte del sindaco Ignazio Marino. Mentre Roma sprofonda nel disordine e nel caos, Ignazio Marino persegue il suo disegno demagogico e ideologico di chiudere interamente al traffico via dei Fori Imperiali, col risultato di spaccare Roma in due metà senza quasi comunicazione e di ridurre in miseria un intero quartiere.

Sul tema entra il Corriere della Sera con un articolo intitolato: “Nuova pedonalizzazione ai Fori «E noi costretti a chiudere». Gli artigiani di Monti: rione in balia di paninoteche e abusivi”.

La chiusura si avvicina, la pedonalizzazione dei Fori Imperiali sarà estesa fino a piazza Venezia per la fine del mese, il varco di accesso (ZTl) sarà spostato da largo Corrado Ricci fino via dei Serpenti. I commercianti e gli artigiani che lavorano in zona non nascondono la loro preoccupazione, «che non riguarda solo le nostre attività, ma il futuro stesso del rione. L’estensione della chiusura lo renderà ancora di più un luogo solo per i turisti, aumenteranno le paninoteche di bassa qualità e scompariranno i negozi di prossimità e gli artigiani. Quei pochi rimasti», spiega Maria Teresa Pirisi, proprietaria dell’Aromafarmacoteca di via Cavour, negozio con novant’anni di storia alle spalle.

Il cambiamento viene vissuto dagli operatori della zona come un danno alle loro attività commerciali, ma anche come un vero “vulnus” al tessuto socio-urbanistico del rione. «Io ho perso il 30/40 per cento del lavoro – continua Pirisi – ma il danno maggiore è vedere il primo rione di Roma diventare un paninoteca a cielo aperto, i romani qui non vengono più, non sanno come arrivarci e allora tutte le attività che servivano chi ci abita e chi ci veniva perché trovava il falegname, il fabbro o l’orafo esperto, di tradizione hanno chiuso e stanno per chiudere. In questo modo si deturpa davvero Roma». Effettivamente è scomparsa l’antica vetreria in fondo alla strada sostituito da un negozio di street-food regionale, ha chiuso l’orafo alla fine di via del Cardello. «Sono proprio gli artigiani quelli che stanno pagando il prezzo più alto – racconta Michele Paternuosto, restauratore a via del Cardello, esperto di «encausto», antica tecnica di decorazione e pittura fatta con la cera – in questa strada siamo rimasti in due. Io ho la fortuna di essere proprietario delle mura e quindi non ho i costi dell’affitto. E poi con il mio lavoro spesso sono io che vado dal cliente, ma ormai difficilmente si scopre la mia bottega passeggiando, in questa che è una delle strade più belle di Roma, con una splendida vista sul Colosseo, non cammina più nessuno». Di fronte ci sono Alecci e Di Paola, artigiani che realizzano oggetti con materiali di riciclo, «noi siamo contenti della pedonalizzazione, ma deve essera fatta studiando l’area, non solo bloccando completamente l’accesso». I due artisti/artigiani intanto hanno già pagato il loro prezzo alla diminuzione della clientela, «abbiamo ceduto metà del negozio, ci siamo ristretti per risparmiare sull’affitto».

Non se la passa meglio uno dei due benzinai su via Cavour: «Io ho perso tutto il passaggio delle auto che andavano verso Colle Oppio, San Giovanni, piazza Vittorio – spiega Domenico Picchioni, il titolare — In quest’ultimo anno il mio lavoro è diminuito del 30%, ho chiesto alla casa madre di trasferire il distributore altrove, qui comincia a non avere più senso lavorare». I romani non vanno più a mangiare il gelato alla «Dolce Vita», di via Cavour racconta la giovane gelataia. «Ormai abbiamo solo turisti, i vecchi clienti che passavano in macchina per portare via la vaschetta non li vediamo più.». In centinaia tra commercianti ed artigiani hanno aderito alla raccolta di firme (inviata al gabinetto del sindaco) organizzata da Maria Di Iorio, titolare della casa editrice Empiria di via Baccina: «Questa pedonalizzazione senza un adeguato servizio di trasporto sta danneggiando soprattutto le persone più anziane e quelli che vogliono arrivare in zona da altri quartieri».