Roma, residenti bocciano la smog art: “Altro che murales, serve pulizia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2014 12:01 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2014 12:01
Roma, residenti bocciano la smog art: "Altro che murales, serve pulizia"

Roma, residenti bocciano la smog art: “Altro che murales, serve pulizia”

ROMA – I residenti di Roma, scrive il Messaggero, bocciano la smog-art di William Kentridge.

L’articolo del Messaggero:

La «smog art» di William Kentridge (per via di quelle figure fatte emergere attraverso la pulitura selettiva delle superfici dei muraglioni) scatena un valzer di reazioni. Dopo la perplessità del sottosegretario ai beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, e la bocciatura del noto critico d’arte Philippe Daverio, si scatenano i residenti. «Siamo contrari», tuona Dina Nascetti presidente dell’associazione Vivere Trastevere. «Abbiamo già visto i risultati che in passato altri interventi di cosiddetta arte pubblica hanno ottenuto». «Nel 2008, con l’autorizzazione del Comune, vennero installate sagome di lupe argentate su ponte Sisto – ricorda la Nascetti – Col tempo ovviamente la patina argentata è andata via ed è rimasta l’ombra sfocata della colla. Su nostra richiesta l’Ama è intervenuta diverse volte per pulire, ma non c’è stato verso. Ed è solo aumentato il degrado. Basta continuare a coinvolgere Trastevere. Sono altri gli interventi di riqualificazione di cui abbiamo bisogno».
L’ANALISI
Scettica anche Viviana Di Capua, presidente dell’Associazione abitanti centro storico: «Piuttosto che vedere graffiti sui muraglioni di Tevere, di cui non capisco il senso, preferirei vedere le banchine pulite e rese praticabili per i cittadini. Il progetto sulla carta – continua la Di Capua – potrebbe anche risultare interessante nel dare un abbellimento estetico all’area, ma oltre a questo servono interventi strutturati, pensati per essere duraturi e funzionali alla vivibilità pratica del lungofiume. Insomma, il Tevere ha bisogno di altro, non di arte come spot. Deve essere vissuto dal basso, non rimanere visibile solo dall’alto. La legalità e la trasparenza devono valere anche per il lungotevere». Al Coordinamento residenti Città storica, che raccoglie varie associazioni di abitanti, rimangono tutti cauti. «Il progetto ci lascia indifferenti perché sinceramente preferiremmo vedere progetti di riqualificazione generale per risanare l’ambiente e rendere fruibile l’area ai cittadini – commenta il portavoce Paolo Gelsomini – I murales di Kentridge, seppur un grandissimo artista, in mezzo a discariche, siringhe, immondizia, proprio non ci entusiasma, anzi è mortificante. Il nostro non è un mero rifiuto fine a se stesso, ma preferiamo sentir parlare di progetti di riqualificazione urbana duratura. Insomma, l’abbinamento arte pubblica e urbanistica andrebbe bene se fosse inserito in un programma di restyling completo, il cui obiettivo è la fruibilità permanente di questi ambienti. Ora è come se avessimo una casa diroccata e ci mettessimo un vaso cinese».