Rassegna Stampa

Roma, scontro Vigili-Comune dopo lo stop al concorso. Traffico a rischio caos

Roma, scontro Vigili-Comune dopo lo stop al concorso. Traffico a rischio caos

Roma, scontro Vigili-Comune dopo lo stop al concorso. Traffico a rischio caos

ROMA – Lo scontro tra i seimila vigili di Roma e Ignazio Marino diventa un “trauma” istituzionale mai visto. E le conseguenze, inevitabilmente, rischiano di ripercuotersi sul traffico cittadino, sempre a corto di agenti in grado di mettere ordine nei punti caldi della città.

Scrive Luca Lippera sul Messaggero:

La dichiarazione di guerra è arrivata ieri dall’Arvu, l’associazione che rappresenta tutto il corpo, mentre si inseguivano i boatos sui veri motivi che hanno spinto il prefetto Alberto Capuano (e il suo omologo nominato dalla Regione) a lasciare l’organismo che doveva condurre in porto il concorso iniziato due anni fa determinando la scelta finale tra i candidati. Il sindaco anche ieri non ha speso una parola sulla vicenda. Luigi Nieri, suo vice e assessore al Personale, ha tentato di spegnere l’incendio facendo sapere che «l’amministrazione è già al lavoro per trovare un sostituto del presidente di commissione». Ma il mistero innescato dalle dimissioni di Capuano, ex comandante dei vigili – dunque un profondo conoscitore della materia, dei luoghi e dei personaggi – è troppo fitto per poter essere minimizzato con qualche dichiarazione all’Ansa. «Le dimissioni di altri due membri della commissione – dice Sveva Belviso, capogruppo comunale di Ncd e vicesindaco di Alemanno – sono inquietanti. La vicenda è torbida. Ci sono in ballo le vite di tanti giovani che aspirano a un lavoro. Il sindaco deve riferire: lo spread tra Marino e Roma è a livelli insostenibili».

Il giallo è alimentato dalle parole usate da Capuano – «Non c’è la giusta serenità» – dopo aver annunciato le dimissioni per «incompatibilità con impegni personali». Molti hanno percepito un’allusione. I numeri del concorsone forniscono una traccia e le voci nella Municipale dicono il resto: posti in palio 300, candidati al concorso 15 mila, idonei dopo la prima prova 2.800: sono loro che se la giocano. Il presidente di commissione, nominato solo due settimane fa ha spulciato gli elenchi: tra gli aspiranti ancora in lizza ci sono anche figli e parenti di funzionari (e sindacalisti) del corpo. C’è il timore che l’inchiesta sul concorso coinvolga tutto e tutti? (…)

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