Roma, vigili assenteisti: così ottenevano certificati. E’ medico a svelare sistema

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2015 15:07 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2015 15:08
Roma, vigili assenteisti: così ottenevano certificati. E' medico a svelare sistema

Roma, vigili assenteisti: così ottenevano certificati. E’ medico a svelare sistema

ROMA – Un medico svela agli inquirenti il sistema usato dai vigili urbani assenteisti per giustificare le malattie inventate a Capodanno. Indagati gli agenti che presentarono quel tipo di attestazioni.

Come scrive Michela Allegri sul Messaggero,

“purtroppo è prassi di molti dottori compilare referti senza aver visitato il paziente”, avrebbe dichiarato il sanitario che, documentazione alla mano, ha dimostrato la correttezza delle certificazioni a sua firma. E non ha risparmiato una stoccata nei confronti di alcuni colleghi abituati ad agire con leggerezza: “Io che svolgo tutto secondo le regole, ho pochi pazienti rispetto agli altri. È logico che fa più comodo un medico che ti mette la firma su richiesta”, la tesi del sanitario. Cinque professionisti, messi alle strette, hanno ammesso di aver siglato attestati di malattia senza aver però visitato i degenti, eseguendo una diagnosi a distanza, magari telefonicamente.

Secondo gli inquirenti si tratta di un comportamento penalmente censurabile.

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I dottori sono ora accusati di «falso in certificazione medica» per aver compilato altrettanti referti in favore di vigili che, in questo modo, avrebbero ottenuto una giustificazione per disertare il turno di lavoro a San Silvestro. Ma non è tutto: i pm Nicola Maiorano e Stefano Fava formalizzeranno l’iscrizione sul registro degli indagati anche per i “pizzardoni” che avrebbero utilizzato i tagliandi falsati. L’accusa nei loro confronti è quella di truffa. L’inchiesta sull’assenteismo record tra le fila della Municipale nella notte di Capodanno, durante la quale più di 700 caschi bianchi non hanno prestato servizio presentando giustificazioni ora al vaglio della Procura, procede a ritmo serrato.

I nuovi indagati, infatti, allungano la lista in cui compaiono già i nomi di tre vigili accusati di tentata interruzione di pubblico servizio per aver spinto alcuni colleghi a disertare il lavoro, organizzando uno sciopero bianco non autorizzato che sarebbe stato pubblicizzato attraverso i social network. Secondo i magistrati, assentandosi in massa durante un turno critico, i caschi bianchi potrebbero aver voluto protestare contro la rotazione anticorruzione messa in programma dal comando generale.