Berlusconi condannato, a Enrico Letta dirà: riforma della giustizia o crisi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2013 9:25 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2013 9:28
Ruby, Berlusconi a Enrico Letta dirà: riforma della giustizia o crisi

Ruby, Berlusconi a Enrico Letta dirà: riforma della giustizia o crisi

ROMA – Disgustato, sconfortato. Secondo Francesco Verderami del Corriere della Sera, a sentenza “calda” ha persino meditato di lasciare la politica. Il futuro delle larghe intese, di questo governo, dipenderà in buona parte dagli umori di Berlusconi, appena condannato a 7 anni per il processo Ruby.

Chissà se oggi Berlusconi andrà all’appuntamento con il presidente del Consiglio, se riuscirà a svestire il volto corrucciato del condannato per indossare i panni propositivi e ottimisti di azionista di governo. Di sicuro ieri, prima ancora che la sentenza fosse nota, erano iniziati i sondaggi tra partiti, contatti riservati ai massimi livelli durante i quali si è discusso di elezioni. Monti è contrario, così ha fatto sapere, e insieme a lui anche altre forze hanno esortato il Pdl a meditare per evitare l’azzardo. Ma di tempo ce n’è poco se davvero gli uomini del Cavaliere volessero spingersi verso le urne.

E il passo è a un passo, sta nel modo in cui Alfano ieri ha commentato la condanna di Berlusconi, e cioè da segretario del Pdl, come a mettere una distanza — suo malgrado — tra sé e il governo. Il vicepremier si è speso per trovare soluzioni di compromesso sui temi economici, in un rapporto costruttivo con Letta. Le dinamiche giudiziarie, però, lo scontro ventennale che giunge a conclusione, sono correnti troppo forti per potersi opporre. Non è dato sapere se ci siano ancora dei margini per evitare la crisi, e se il Cavaliere intenda aprirla. Anche perché le variabili sono numerose e non è scontato che la rottura porterebbe alle elezioni in autunno.

Per Carmelo Lopapa su Repubblica la crisi di governo a settembre non è da escludere. Di sicuro il Pdl insisterà sulla riforma della giustizia:

Adesso che la «pacificazione è finita», come ripete un Cavaliere «stordito », perfino «sconvolto» – raccontano – dalla sentenza di «inaudita violenza», adesso tuttopuò succedere. ELA crisi in autunno diventa sempre più concreta, perfino probabile, stando a chi parla col leader. Di certo, parte subito una mobilitazione del Pdl per chiamare in causa direttamente il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Tutto può succedere, appunto. Nel faccia a faccia che giusto oggi pomeriggio il leader Pdl dovrebbe avere con il premier Enrico Letta, sempre che si faccia (ieri sera il rientro di oggi a Roma e l’incontro a Palazzo Chigi era confermato da Arcore al 90 per cento) Berlusconi intende mettere in chiaro che così«non si va lontano». Si doveva parlare dell’imminente Consiglio europeo. In realtà il Cavaliere fisserà un nuovo pesante paletto a un presidente del Consiglio che pure considera amico. «A questo punto la riforma della giustizia dovete inserirla tra le priorità, è un’emergenza democratica e può riguardare qualunque cittadino, lo pretendo» ha preannunciato al vicepremier Angelino Alfano.