Rula Ghani, cristiana e contro il burqa: è la nuova first lady afghana

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2014 14:25 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2014 14:25
Ashraf  Ghani Ahmadzai, Rula Ghani,

Ashraf Ghani Ahmadzai, Rula Ghani,

ROMA – “Una first lady cristiana, in Afghanistan, non si era mai vista – scrive Fausto Biloslavo del Giornale – Ancor più se impegnata pubblicamente a fianco del marito, il nuovo presidente Ashraf Ghani, per cambiare il Paese cominciando dalle donne vessate”.

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Rula Ghani, cristiana maronita, è la bano aval , la moglie del capo delle stato insediato a fine settembre a Kabul. «Dio ha deciso di farmi nascere in una famiglia cristiana. Non succede ogni giorno che una libanese sposi un afghano. Penso che pure in questo c’è la mano di Dio» dichiara la signora Ghani quando le viene chiesto della religione. L’Afghanistan, patria dei talebani, è un paese rigorosamente musulmano, bigotto, che preferisce il gentil sesso chiuso in casa e imprigionato nel burqa. «Vorrei infondere alle donne il coraggio di fare qualcosa per migliorare le loro vite» ha dichiarato la first lady in una recente intervista alla Bbc .

Sulla sessantina, si presenta in pubblico con un leggero velo, solitamente una sciarpetta di Hermès, che le copre solo una parte dei capelli. Zeenat Karzai, la moglie del predecessore di Ghani, viveva nell’ombra relegata nel palazzo presidenziale di Kabul. Rula, fin dalla campagna elettorale, si è presentata a fianco del marito e talvolta ha preso la parola per invitare a votarlo. Una vera e propria rivoluzione, che ha subito scatenato l’ira dei talebani e pesanti critiche del clero musulmano più conservatore. I seguaci di mullah Omar hanno minacciato di morte la coppia presidenziale. Maulavi Habibullah Hasham, predicatore della moschea Badh Bala di Kabul ha sibilato: «Non l’ho vista abbracciare l’islam. Penso che la sua missione è convertire il nostro popolo al cristianesimo». La first lady fa spallucce davanti a queste assurdità e ha preferito per l’8 marzo, in piena campagna elettorale, arringare migliaia di donne a Kabul.

Il vero colpo di scena è arrivato il giorno dell’insediamento del nuovo presidente. Ghani si è portato la moglie e l’ha pubblicamente elogiata per la vittoria sollevando un rumoreggiare sorpreso fra i barbuti notabili islamici invitati alla cerimonia.

Notizie non confermate hanno rilanciato frasi forti che la first lady avrebbe pronunciato commentando la legge francese contro il velo: «Il burqa e il niqab impediscono alle donne di muoversi e vedere. Sono come dei paraocchi». Vero o falso che sia la storia di Rula Ghani è quella di una donna cosmopolita. Nel 1968 era a Parigi nel prestigioso istituto di studi politici Sciences Po in piena contestazione. Una foto scolorita del tempo la ritrae con una camicetta sbarazzina ed una folta coda di cavallo. Al suo rientro a Beirut ha conosciuto il futuro marito all’Università americana. E ha lavorato pure come giornalista con l’agenzia France Presse .

La first lady afghana non si è mai convertita, anche se evita di ostentare la sua fede cristiana a Kabul. «Sono stata immediatamente accettata della famiglia di mio marito – racconta Rula – Parlo arabo, che è la lingua del Corano». Alla fine degli anni Settanta la coppia si è trasferita negli Stati Uniti, dove sono cresciuti i loro due figli, Tarek e Mariam, che fa l’artista a New York. «Sono orgogliosi del loro retaggio – ha dichiarato la first lady – ovvero di essere libanesi-americani-afghani».

I rivali politici del marito, come il potente governatore del nord, Mohammed Atta, hanno fatto circolare sui social media una caricatura di Ghani che prega in una chiesa e accusato la moglie di essere una spia di Israele. Solo nel 1920 re Amanullah, che traghettò l’Afghanistan nel mondo moderno, osò mostrare in pubblico la sua consorte Soraya attratta dai costumi occidentali. Sette anni dopo i mullah lo costrinsero all’esilio attaccandolo anche sul piano personale a causa della regina «disinibita».

La first lady cristiana di Kabul cammina sul filo del rasoio nella sfida alle forze integraliste della società ben radicate nel paese, soprattutto nelle aree rurali. «Il mio desiderio più grande è ottenere maggior rispetto per le donne ed il loro ruolo nella società» ha annunciato. La moglie del presidente continua a smentirlo, ma per l’Afghanistan sarebbe una vera e propria rivoluzione.