Salario, l’autogol dei dipendenti. Lorenzo De Cicco, Il Messaggero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2015 13:44 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2015 13:44
Salario, l’autogol dei dipendenti. Lorenzo De Cicco, Il Messaggero

Salario, l’autogol dei dipendenti. Lorenzo De Cicco, Il Messaggero

ROMA – “Gli effetti del referendum sul salario accessorio si vedranno subito – scrive Lorenzo De Cicco del Messaggero – già dalla busta paga di aprile: gli stipendi dei 24mila dipendenti capitolini subiranno una diminuzione calcolata, dagli stessi sindacati, tra gli 80 e i 200 euro”.

L’articolo di Lorenzo De Cicco: Perché il voto di due giorni fa, che ha bocciato la pre-intesa firmata da alcune sigle a fine febbraio, fa tornare immediatamente in vigore la vecchia riforma del salario accessorio, quella di agosto 2014, una versione decisamente più «hard» rispetto a quella annacquata da mesi e mesi di trattative tra le parti. Chi sperava che, con la bocciatura dell’accordo, si potessero ripristinare i vecchi premi “a pioggia” giudicati «illeggitimi» dal Ministero dell’Economia, rimarrà con l’amaro in bocca. Ecco perché in tanti nella maggioranza, a partire dal capogruppo Pd Panecaldo, ma anche tra i dipendenti, nel day-after parlano del voto come di «un clamoroso autogol» dei lavoratori. POLIZIA LOCALE Per ognuna delle tre categorie di dipendenti comunali (vigili, impiegati e maestre) ci saranno conseguenze. Per i 6mila agenti della polizia locale saranno cancellati sia i bonus per i festivi sia gli extra per le notti. I gettoni erano stati cancellati nella prima versione della riforma del salario accessorio ma re-introdotti in quella che aveva ottenuto il pre-accordo dei sindacati. L’intesa – spazzata via dal referendum – prevedeva di agganciare i premi a un numero minimo di festività lavorate (due) e di notturni (tre) al mese. Ora invece l’extra sarà abolito del tutto. LE EDUCATRICI Le novità più significative riguardano le 6.262 educatrici delle scuole comunali. La riforma prevede per loro un cambiamento dell’orario di lavoro, con la presenza nelle classi che passa da 27 a 30 ore settimanali, come peraltro già fanno le maestre di Milano. La pre-intesa aveva fatto slittare le modifiche all’inizio del prossimo anno scolastico, a settembre. Dopo la bocciatura invece il nuovo orario entrerà in vigore già da lunedì (…).