Sampdoria-Genoa. Solito disastro: Marassi fa acqua, derby rinviato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2015 10:26 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2015 10:26
Sampdoria-Genoa. Solito disastro: Marassi fa acqua, derby rinviato

Sampdoria-Genoa. Solito disastro: Marassi fa acqua, derby rinviato (Gazzetta dello Sport)

GENOVA – “Solito disastro: Marassi fa acqua, derby rinviato“. E’ questa la prima pagina de La Gazzetta dello Sport sul rinvio di Sampdoria-Genoa a causa di pioggia e maltempo. Ne parla Alessio Da Ronch. 

“E poi ci lamentiamo di assomigliare sempre più a un calcio minore. Ci piangiamo addosso ma per che cosa, se basta una sola giornata di pioggia a cancellare un derby che dopo tanti anni riapriva la sua finestra sull’Europa e almeno per una notte ci aveva promesso – probabilmente avrebbe mantenuto – uno spettacolo di tifo, di gioco, di fair play, di tutto? Un concentrato di puro calcio per dimenticare i nostri mali, medicare un campionato già ferito dall’impossibilità di giocare una partita, quella del Parma, e che per lo stesso motivo rischia di essere falsato come un qualunque torneo minore. Quel derby, il derby di Genova, è stato rinviato per pioggia, e si fa fatica a scriverlo. Non per neve, incidenti, petardi, fumogeni, motivi di sicurezza: per pioggia. Perché ogni volta che accendiamo la tv invidiamo la Premier, ma il nostro stadio più simile a quelli inglesi, il Ferraris, ha un terreno che diventa impraticabile in neanche due ore, visto che non c’erano neanche i teloni per coprirlo (ed è tutto da dimostrare che il doverli togliere tre ore prima avrebbe reso identica la situazione). Un tempo era uno dei migliori prati d’Italia, ma ricordarlo fa solo un po’ di nostalgia, e di rabbia, in più.

Sì, un paio d’ore: perché intorno alle 19 chi lo ha calpestato parlava di campo in discrete se non buone condizioni. E perché ancora all’inizio del riscaldamento tutti, giocatori e anche arbitri, pur rendendosi conto del rapido peggioramento della situazione, speravano ancora di poter giocare. «Forse si poteva prevenire», ha detto appena un’oretta dopo Viviano, magari ignaro di certi tristi retroscena. L’arbitro Rocchi – dopo il secondo sopralluogo che ha certificato la quasi totale assenza di rimbalzo del pallone – aveva appena decretato quanto si era capito già mezzora prima delle 20.45. E quanto le due squadre per prime, con i presidenti Ferrero e Preziosi che si sono abbracciati e poi parlati negli spogliatoi, hanno chiesto e ottenuto. «Con questo campo sarebbe diventata una guerra», ha sintetizzato Burdisso. «Solo calci e niente calcio, ma il fatto di non giocare è comunque una piccola disfatta», ha ammesso Palombo. Di sicuro ieri sera non sarebbe stata una partita di calcio e probabilmente neanche oggi, visto che le previsioni meteo davano pioggia ancora per tutta la notte e parte della mattina. Forse non sarebbero bastate poche ore di sole per garantire la praticabilità del campo entro le 18 (orario ipotizzato per il recupero in un primo momento), ma in ogni caso, al di là dei motivi logistici (biglietti già strappati, steward da convocare), il vero problema era di ordine pubblico: non si sarebbe potuto reperire in tempo il personale necessario per garantire la sicurezza.

La decisione sulla data e orario del recupero – martedì alle 18.30, perché in serata gioca la Juve in Champions – è stata presa intorno alle 22.45. Ovviamente, secondo il migliore costume italiano, dopo lunga contrattazione: ha «vinto» il Genoa, che da subito, per bocca di Preziosi, aveva chiesto di giocare il prima possibile; non ha «perso» la Samp, che premeva per una data più lontana visto che avrebbe dovuto tornare in campo già sabato: la gara di Bergamo contro l’Atalanta è stata spostata invece a domenica alle 15. Anche se il club di Ferrero avrebbe preferito giocare mercoledì e lunedì”.