Sampdoria in rosso. Ferrero chiede aiuto a Garrone e pensa a cessioni eccellenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2015 10:15 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2015 10:16
Sampdoria in rosso. Ferrero chiede aiuto a Garrone e pensa a cessioni eccellenti

Massimo Ferrero (LaPresse)

ROMA – Dopo le indiscrezioni degli scorsi giorni, infatti, a lanciare l’allarme sui conti della Sampdoria è “La Gazzetta dello Sport” che, analizzato con attenzione il bilancio della società al 31 dicembre del 2014, rivela come l’attuale presidente Massimo Ferrero abbia finora versato appena tre milioni di euro. Peraltro sotto forma di prestito.

Il tutto a fronte di un passivo di 24,6 milioni ripianato interamente dai vecchi soci, ex patron Garrone in primis. Ora però Ferrero non sembra in grado di mantenere l’equilibrio finanziario e, per farlo, sarebbe pronto a ricorrere ancora alla ‘cassa’ Garrone pena la cessione di tutti i pezzi pregiati attualmente di proprietà della Sampdoria.

Ecco uno stralcio del pezzo sulla Gazzetta dello Sport a firma di Marco Iaria:

(…) Il 12 giugno 2014 la Sampdoria passa di mano: dalla San Quirico spa, cassaforte dei rami Garrone e Mondini della dinastia del petrolio, alla Vici srl di Ferrero. Gli uscenti non soltanto regalano il club a zero euro al nuovo proprietario (a bilancio non risulta nessun aumento di capitale per il trasferimento delle quote) ma gli consegnano pure una ricca dote: nel corso del primo semestre del 2014 hanno versato 36,5 milioni in conto capitale. Una parte di essi, come si legge nel verbale del consiglio d’amministrazione del 12 giugno 2014, viene destinata «all’azzeramento del debito bancario di Uc Sampdoria».

Ferrero s’insedia e muta gli assetti. La controllante della squadra (e della branca commerciale Sampdoria Marketing & Communication) cambia nome in Sport Spettacolo Holding, si trasforma da spa a srl e trasferisce la sede da Genova a Roma: il mondo blucerchiato finisce nel calderone delle attività economiche dell’impresario del cinema. A sua volta la controllante è detenuta al 100% dalla Holding Max srl, costituita il 27 giugno 2014 con un capitale sociale di appena mille euro che soltanto il 6 maggio di quest’anno viene portato a 50mila euro: la figlia del presidente della Samp, Vanessa Ferrero, ha l’80%, il nipote Giorgio il 20%. Nel frattempo la squadra di Mihajlovic stupisce sul campo, ma fuori è il solito salasso economico-finanziario.

La Samp è gravata da una struttura di costi molto pesante. Il nuovo management nei primi sei mesi di gestione non riesce a cambiare rotta. Gli stipendi continuano a essere un macigno: si mangiano da soli tutto il fatturato. Con costi e ricavi tutto sommato stabili, il risultato peggiora per effetto delle minori plusvalenze. Così al 31 dicembre si chiude con 24,6 milioni di disavanzo contro i 13,4 del 2013. Il buco è coperto da Garrone. E in futuro? A febbraio di quest’anno il cda della Sampdoria approva un piano di risanamento valido fino al 2017-18: previsti un sostanziale pareggio a partire dalla prossima stagione sportiva e addirittura profitti per quelle successive. L’obiettivo è, da un lato, il decremento del monte-stipendi «con un’importante attività di mercato che porti al collocamento dei giocatori ancora legati per i prossimi anni con la Sampdoria» e, dall’altro, il realizzo di «significative plusvalenze». In altre parole, dismissione. I blucerchiati hanno già venduto Obiang, si sono liberati dell’oneroso contratto di Eto’o e puntano a fare cassa con Eder e Soriano.

Il nodo, però, sono le fideiussoni

con la San Quirico che prima del passaggio di proprieta aveva sottoscritto impegni a favore della Samp per complessivi 21,2 milioni ed era garante delle fideiussioni da 10,2 milioni rilasciate da Banca Regionale Europea per le operazioni di calciomercato. Senza la liquidità del patron uscire dal tunnel finanziario, insomma, sarà difficile.