Rassegna Stampa

Sanità, il governo boccia la Regione Lazio

Sanità, il governo boccia la Regione Lazio

Sanità, il governo boccia la Regione Lazio

ROMA – Il governo boccia la Regione Lazio sui Programmi operativi della Sanità commissariata: conti a rischio, in bilico i fondi all’Atac. L’articolo di Carlo Picozza per Repubblica:

Dal governo arriva un’altra bocciatura per la Regione. I dirigenti dei ministeri dell’Economia e della Salute alzano il disco rosso ai Programmi operativi della Sanità commissariata. Criticano «le conversioni degli ospedali, le reti dell’Emergenza, della Cardiologia, dei laboratori ». Segnalano incongruenze «sulla Terapia del dolore, sulle cure palliative per adulti e anziani, sulla selezione dei direttori di ospedali e Asl». Così, entra in zona rischio la stessa legge Finanziaria del Lazio, insidiata dal permanere del blocco del-l’extragettito, della differenza, cioè, tra le entrate degli aumenti Irpef e Irap (808 milioni) e il deficit sanitario (613 milioni). La Regione, nel bilancio 2014, puntava proprio sul flusso finanziario dei rincari dell’addizionale Irpef e dell’aliquota Irap per il ripiano parziale dei suoi debiti verso l’Atac.
«Siamo preoccupati», commenta Mario Bertone, segretariogenerale della Cisl Lazio, «senza trasferimenti al trasporto pubblico romano i cittadini e i dipendenti della società pagheranno un prezzo salato: il governatore ci convochi al più presto per varare le misure idonee a scongiurare il peggio».
Quei Programmi operativinon sono stati firmati dai subcommissari uscenti: uno dei due, Gianni Giorgi, prima di andare via, ha consegnato al governatore Zingaretti e al governo 56 pagine di “requisitoria” contro l’operato della politica in Regione. E c’è un «no» secco anche nel merito: i Programmi disattendonole misure indicate dal “Tavolo” di verifica sul Piano di rientro dal deficit sanitario. E c’è una critica all’operato degli uffici del commissario alla Sanità regionale con il dito puntato sulla Cabina di regia accusata di «eccessivo protagonismo ». Il “Tavolo tecnico” «ribadisce che in una Regione commissariata, gli unici attori della programmazione sanitaria sono il commissario e il subcommissario ».
La palla passa quindi a Renato Botti, già direttore della Sanità lombarda, che due giorni fa ha preso servizio come subcommissario a quella laziale. Ce la farà a far passare indenni i nuovi Programmi al vaglio dei dirigenti ministeriali? E cosa ne sarà dell’accordo con la Sapienza, giàcontestato dal “Tavolo” nella riunione del 17 dicembre? «Il protocollo d’intesa», si legge nel verbale, «presenta incongruenze che dovranno essere corrette».
«Il disavanzo sanitario 2012», si legge ancora in quel verbale, «è di 613 milioni 186mila euro; quello del 2013, sulla base dei dati del secondo trimestre, si attesterà a 611», 70 milioni in più dell’obiettivo atteso dalla Regione. Anche sulla chiusura dell’Agenzia di sanità pubblica (Asp), con passaggio di personale e mezzi alle dirette dipendenze della direzione della Sanità regionale, il Tavolo tecnico sembra insoddi-sfatto: «A tutt’oggi non sono state chiarite le competenze dell’assessorato alla Sanità e quelle della Asl RmE» dov’è finita una parte dei dipendenti dell’Agenzia. Gli appunti critici investono anche la nomina dei nuovi manager del Servizio sanitario regionale: «Le selezioni sono finite», è scritto nel verbale, «e numerosi ospedali e Asl restano con direzioni scadute».
To Top