Rassegna Stampa

“Scandalo vitalizi. In Trentino Spuntano 60 vedove d’oro”, Stefano Zurlo sul Giornale

"Scandalo vitalizi. In Trentino Spuntano 60 vedove d’oro", Stefano Zurlo sul Giornale

“Scandalo vitalizi. In Trentino Spuntano 60 vedove d’oro”, Stefano Zurlo sul Giornale

ROMA – “Le vedove – scrive Stefano Zurlo del Giornale – Ci sono anche loro nel gran­de ban­chetto allestito dalla casta fra Tren­to e Bolzano. Sono una sessantina e porta­no a casa un discreto assegno di reversibi­lità: duemila, tremila, anche quattromila euro netti al mese. Guai a chi tocca i loro di­ritti: il Palazzo è stato lungimirante e ha messo in cassaforte il futuro”.

Novanta milioni di euro per salvaguar­dare la splendida v­ecchiaia degli ex consi­glieri regionali trentini e altoatesini. Liqui­dazioni. Vitalizi. E pensioni di reversibili­tà. Elenchi lunghissimi che soddisfano le esigenze di tutti: chi parla la lingua di Dan­te e chi quella di Goethe, destra e sinistra. C’è gloria per tutti e sulla foto di gruppo è appoggiato il mantello della vergogna che ora il presidente della regione Ugo Rossi prova a scrollarsi di dosso. «Credo sia necessario – spiega Rossi – ripristinare un clima di maggior fiducia dei cittadini verso le nostre istituzioni autonomisti­che ».
Davvero si restabasiti a leggere che l’ex assessore della Südtiroler Volkspartei Sa­bina Kasslatter Mur ha chiuso la sua ven­tennale esperienza in consiglio con una buonuscita record di un milione e 425mi­la euro. O che la pasionaria Eva Klotz rice­verà a s­ua volta una liquidazione di un mi­lione e 136mila euro. Cifre lunari, inimma­gina­bili per il comune cittadino che si arra­batta con i soldi contati. E, invece, nel gran­de bengodi regionale la politica ha pensa­to in grande, anche a chi non c’èpiù.Ora, grazie alla tenacia del Movimento 5 Stelle e del quotidiano Alto Adige , ecco spunta­re l’elenco delle signore che percepisco­no la pensione di reversibilità. Una sessan­tina di assegni da tre-quattromila euro netti al mese che raccontano il passato più che il presente di questa terra. Funzio­nava così un sistema che privilegiava in modo spudorato la classe dirigente. Nel 2008 i meccanismi sono stati modificati e certi eccessi sono stati ridimensionati. Ma chi aveva costituito la sua provvista in precedenza navigherà ancora con il meto­do collaudato.

Così Rossi, stretto fra le polemiche, è co­stretto a mettere il dito nella piaga: «Mi ri­ferisco al tema del trattamento pensioni­stico dei consiglieri regionali. Dovremo essere capaci di affrontarlo ancora in que­sta legislatura e in questa sede, perché, se si è fatto molto circa il futuro, i cittadini non comprendono perché per il passato siano previsti trattamenti come quelli che abbiamo visto in questi giorni». E allora Rossi prova a dichiarare guerra ai vitalizi senza tetto: «Dovremo ricercare le vie le­gali per affrontare il problema ». Parole ac­colte con sorrisetti di scetticismo. È diffici­le mettere a dieta la casta. Figurarsi impor­le tagli all’indietro nel tempo.

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