“Scandalo vitalizi. In Trentino Spuntano 60 vedove d’oro”, Stefano Zurlo sul Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2014 9:43 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2014 9:43
"Scandalo vitalizi. In Trentino Spuntano 60 vedove d’oro", Stefano Zurlo sul Giornale

“Scandalo vitalizi. In Trentino Spuntano 60 vedove d’oro”, Stefano Zurlo sul Giornale

ROMA – “Le vedove – scrive Stefano Zurlo del Giornale – Ci sono anche loro nel gran­de ban­chetto allestito dalla casta fra Tren­to e Bolzano. Sono una sessantina e porta­no a casa un discreto assegno di reversibi­lità: duemila, tremila, anche quattromila euro netti al mese. Guai a chi tocca i loro di­ritti: il Palazzo è stato lungimirante e ha messo in cassaforte il futuro”.

Novanta milioni di euro per salvaguar­dare la splendida v­ecchiaia degli ex consi­glieri regionali trentini e altoatesini. Liqui­dazioni. Vitalizi. E pensioni di reversibili­tà. Elenchi lunghissimi che soddisfano le esigenze di tutti: chi parla la lingua di Dan­te e chi quella di Goethe, destra e sinistra. C’è gloria per tutti e sulla foto di gruppo è appoggiato il mantello della vergogna che ora il presidente della regione Ugo Rossi prova a scrollarsi di dosso. «Credo sia necessario – spiega Rossi – ripristinare un clima di maggior fiducia dei cittadini verso le nostre istituzioni autonomisti­che ».
Davvero si restabasiti a leggere che l’ex assessore della Südtiroler Volkspartei Sa­bina Kasslatter Mur ha chiuso la sua ven­tennale esperienza in consiglio con una buonuscita record di un milione e 425mi­la euro. O che la pasionaria Eva Klotz rice­verà a s­ua volta una liquidazione di un mi­lione e 136mila euro. Cifre lunari, inimma­gina­bili per il comune cittadino che si arra­batta con i soldi contati. E, invece, nel gran­de bengodi regionale la politica ha pensa­to in grande, anche a chi non c’èpiù.Ora, grazie alla tenacia del Movimento 5 Stelle e del quotidiano Alto Adige , ecco spunta­re l’elenco delle signore che percepisco­no la pensione di reversibilità. Una sessan­tina di assegni da tre-quattromila euro netti al mese che raccontano il passato più che il presente di questa terra. Funzio­nava così un sistema che privilegiava in modo spudorato la classe dirigente. Nel 2008 i meccanismi sono stati modificati e certi eccessi sono stati ridimensionati. Ma chi aveva costituito la sua provvista in precedenza navigherà ancora con il meto­do collaudato.

Così Rossi, stretto fra le polemiche, è co­stretto a mettere il dito nella piaga: «Mi ri­ferisco al tema del trattamento pensioni­stico dei consiglieri regionali. Dovremo essere capaci di affrontarlo ancora in que­sta legislatura e in questa sede, perché, se si è fatto molto circa il futuro, i cittadini non comprendono perché per il passato siano previsti trattamenti come quelli che abbiamo visto in questi giorni». E allora Rossi prova a dichiarare guerra ai vitalizi senza tetto: «Dovremo ricercare le vie le­gali per affrontare il problema ». Parole ac­colte con sorrisetti di scetticismo. È diffici­le mettere a dieta la casta. Figurarsi impor­le tagli all’indietro nel tempo.