Schauble vs Renzi. Italia inadempiente per i giovani: “Torino, sospeso vertice”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2014 12:37 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2014 12:37
Schauble vs Renzi. Italia inadempiente per i giovani: "Torino, sospeso vertice"

Wolfgang Schauble (LaPresse)

ROMA – Se l’Italia e il Governo Renzi applicassero meglio le regole esistenti sarebbe meglio che “avere tanti dibattiti su flessibilità e nuove regole”, parola di Wolfgang Schauble, ministro delle finanze di Germania.

La Stampa di Torino ha provato a dare una mano a Matteo Renzi e alla sua battaglia europea, almeno a parole, sulla flessibilità del Fiscal compact. Mette in pista la bravissima Tonia Mastrobuoni, la quale però non si capisce se abbia parlato o meno con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, in quale in una intervista al Financial Times aveva sbugiardato Renzi dicendo che né lo stesso Renzi né altri avevano mai sollevato il tema di nuove deroghe al patto.

Giocando con le parole, Tonia Mastrobuoni afferma che Schauble “ha smentito la trita vulgata che lo vuole granitico falco” perché ha detto, si presume nell’intervista al Financial Times, che “chiunque conosca il Patto sa che prevede la flessibilità”.

Più che una smentita è un insulto, come dire a Matteo Renzi che non ha fatto bene il suo lavoro e non ha letto bene il Patto.
L’intervista al Financial Times non è citata da Tonia Mastrobuoni ma ad essa non viene opposta altra fonte, anche se nell’intervista non si parla di alcolismo di Jean-Claud Juncker, smentito o meglio aggirato dallo stesso Schauble in un servizio dell’agenzia di stampa inglese Reuters da Berlino.

Nell’intervista al Financial Times si parla di disoccupazione giovanile. Tonia Mastroboni sembra una crocerossina e parla di “stoccata ai Paesi che non hanno ancora speso nulla dei sei miliardi concessi dalla Ue” per la “Youth Guarantee”, i programmi di reimpiego.

La stoccata di Schauble è invece proprio a Renzi:
“Il primo ministro italiano [Matteo Renzi] negli ultimi giorni ha parlato dei 6 miliardi di euro che capi di Stato e di Governo hanno deciso di usare per combattere la disoccupazione giovanile. Quel denaro non è ancora uscito di cassa e per questo abbiamo sospeso, per il momento, lo speciale vertice sulla disoccupazione giovanile a Torino”.

Poi la staffilata:
“Quindi, miglioriamo l’efficienza e lasciamo stare tutti questi dibattiti su flessibilità e nuove regole. Implementare [efficacemente] è meglio”.

Aggiunge Tonia Mastrobuoni:

(…) Per il resto è ormai chiaro che la Germania, come conferma il guardiano delle Finanze che proprio in questi giorni ratifica nero su bianco l’impegno a non fare più un centesimo di disavanzo dal 2015, è pronta per un’apertura di credito ad alcuni Paesi: a Bruxelles, in cambio di riforme, si possono negoziare margini per investimenti «pubblici, ma anche privati».

E il responsabile delle Finanze non bacchetta più, anzi, elogia i progressi dei Paesi che hanno ottenuto finanziamenti europei come Irlanda, Spagna e Portogallo e non vuole neanche lasciarsi andare a paragoni tra questi Paesi, usciti da programmi di aggiustamento massacranti, e il nostro. «L’Italia è un Paese grandioso – ha scandito – e ognuno ha i suoi problemi, anche la Germania li ha. Io non ho alcuna intenzione di dare pagelle». Sulle riforme da fare, ha menzionato l’impegno di Monti a riordinare la pubblica amministrazione e ha voluto evidenziare la «grande identità di vedute» con l’omologo italiano, Pier Carlo Padoan, sulle priorità del governo, confermate nel recente faccia a faccia a Berlino (…)