Rassegna Stampa

Scialla e Pasqualino, i lupi sopravvissuti per miracolo

Scialla e Pasqualino, i lupi sopravvissuti per miracoloROMA – Scialla e Pasqualino adesso sono una coppia, condividono un grande spazio, una selva tutta loro, e i passi incerti sulle zampe segnate dalle cicatrici, insieme sostengono gli sguardi curiosi e mostrano le ferite.

I primi due lupi italiani ospitati al Bioparco ora se ne stanno placidi l’uno accanto all’altro, di nuovo in branco. Non era scontato. Salvi per miracolo, tutti e due hanno conosciuto quanto male possono fare gli uomini, sono stati curati e adesso vivono nel recinto di un’area di 1.600 metri quadrati e vanno d’accordissimo.

Racconta Maria Lombardi sul Messaggero:

Liberi non possono più tornare, morirebbero subito. «Hanno familiarizzato con l’uomo e non lo vedono più come un pericolo, potrebbero avvicinarsi ai bracconieri rischiando di restare uccisi. I lupi si salvano finché restano lontani dall’uomo», spiega il presidente della fondazione Bioparco, Federico Coccìa. «Pasqualino e Scialla hanno subito danni fisici, hanno profonde cicatrici sulle zampe e zoppicano per i traumi subiti».

Scialla ha tre anni, l’hanno trovata con un laccio legato alla zampa, era finita in una trappola per cinghiali ed è stata ricoverata al centro di recupero fauna selvatica de Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Pasqualino, più scuro e più grande – 11 anni – è stato investito da una macchina in Toscana. Ferito e avvelenato, è stato soccorso e trasferito nella riserva del corpo forestale dello Stato di Popoli (Pescara). Insieme sono “rinati” al Bioparco. «Era urgente per i due animali trovare un luogo idoneo dove potessero vivere in compagnia, è stato individuato nel Bioparco. C’è voluto molto tempo per il recupero fisico e psicologico», racconta Coccìa, medico veterinario. I guardiani del reparto carnivori (sono stati loro a scegliere i nomi del lupi) hanno fatto da terapeuti. Conoscono bene quella specie e sanno come avvicinarla: i primi giorni lasciavano il cibo e si allontanavano, un po’ come faceva Kevin Costner nel film “Balla coi lupi”, poi pian piano hanno superato la diffidenza, c’è voluto tanto. «È un grande orgoglio per me vedere di nuovo correre due animali azzoppati destinati a morte sicura – aggiunge il presidente – questo salvataggio ha dato un senso nuovo a questa struttura». Pasqualino e Scialla adesso vivono nella selva dei lupi, vicino alla grande voliera, non si nascondono più sotto le pietre e soprattutto sono una famiglia (…)

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