Scontro Libero-Laura Boldrini: “Spese pazze alla Camera”. La replica: “Non è vero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 9:57 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 9:57
Laura Boldrini, la vignetta di Libero

Laura Boldrini, la vignetta di Libero

ROMA – Mercoledì (18 settembre) Libero pubblica le “spese pazze” della Camera con un articolo a firma di Franco Bechis.  “Laura Boldrini ha depennato il contratto con l’ospedale cattolico Gemelli di Roma che curava anche i deputati. Ha però, tra le spese curiose, aumentato i fondi destinati al prosecco Val d’Oca e al servizio catering del bar Giolitti (a due passi da Montecitorio). E aumentato considerevolmente le spese alla voce “ristorazione”.”

Le spese, elencate e divise per voce, sono riassunte anche in una tabella.

Oggi (20 settembre) Roberto Natale, portavoce di Laura Boldrini alla Camera, ha risposto con una lettera a Libero:

L’articolo di Franco Bechis dedicato alle presunte «spese pazze della Boldrini» merita una fitta serie di «non è vero». Non è vero che «in un anno la Camera costa 4 milioni in più». È vero esattamente il contrario: nel 2013 si registra una riduzione delle previsioni di spesa per beni e servizi di circa 9 milioni di euro (-5,47% rispetto all’anno scorso), come evidenzia il bilancio annuale di previsione, il quale fissa tetti invalicabili. Sono quelli i numeri che contano, non provvisorie cifre di metà anno: l’elenco semestrale delle spese ordinate ha soltanto una finalità di trasparenza, ma non dice qual è il trend delle uscite. Non è vero che Laura Boldrini «ha depennato dalla lista dei fornitori della Camera niente meno che l’ospedale simbolo del Vaticano, il Policlinico Gemelli».

La convenzione tra Montecitorio e il Gemelli per la medicina d’urgenza è pienamente valida. Il rateo che solitamente viene pagato nella prima parte dell’anno, complice il cambio di legislatura, stavolta sarà pagato nel secondo semestre. Non c’è bisogno di innescare immotivate dispute laici-cattolici. Non è vero che è «moltoaumentata la spesa per la pulizia dei locali». Nel bilancio 2013 le spese complessive per i servizi di pulizia e di gestione integrata dei rifiuti sono state ridotte di un milione. Non è vero che è cresciuta del 16% la spesa per i servizi fotografici. La spesa ordinata, invece, si attesta ad un livello lievemente inferiore a quella del corrispondente periodo dell’anno scorso (176 a fronte di 181 mila euro). L’indirizzo sollecitato dalla Presidenza, sulla quale anche i Questori hanno convenuto, porterà a fine anno ad un risparmio sicuramente superiore al 15%. È irricevibile l’espressione «trucchi contabili »: i 33 mila euro non sono «un po’ nascosti», ma correttamente in carico al capitolo «competenze parlamentari» perché sono le foto fatte ad inizio legislatura a tutti i neodeputati.Nonè vero che «i fondi della biblioteca sono stati quasi raddoppiati». Il bilancio preventivo 2013 è diminuito del 4,4%, nonostante l’incremento dei costi dei prodotti editoriali. Non è vero che «sia triplicata in un anno la spesa per la benzina». La spesa per i consumi di carburante del primo semestre 2012 è stata contabilizzata in larga parte nel secondo, perché c’è stato da attendere che i fornitori emettessero la documentazione. Non è vero che «con la Boldrini ci sono spese di ristorazione monstre per prosecchi e pesce fresco». L’onere previsto nell’anno in corso per i servizi di ristorazione gestiti da terzi è di 4,3 milioni di euro, in linea con il 2012. E consistenti effetti positivi sono previsti in conseguenza della gara di appalto, della quale sta per essere pubblicato il bando, e che potrebbe determinare aregime risparmi per 2 milioni. Quanto agli altri generi alimentari, sono acquistati al fine di essere direttamente venduti presso la buvette. Significa che, ad esempio, la spesa per i cioccolatini è compensata dai relativi incassi della buvette stessa. Può bastare?”

Sotto la contro-replica di Bechis:

“La documentazione è vostra, ed è ufficialmente messa disposizione di tutti gli italiani nel sito della Camera. Tutto ciò che è stato scritto da Libero è vero e tratto fedelmente da documenti da voi divulgati. La frase di Roberto Natale: «l’elenco semestrale delle spese ordinate ha soltanto una finalità di trasparenza, ma non dice qual è il trend delle uscite», si commenta da sola. Se per fine di trasparenza propalate dati farlocchi per gettare fumo negli occhi della gente, il problema non è chi li pubblica prendendovi sul serio, ma la scarsa serietà dell’istituzione Camera dei deputati. Adesso scopriamo che bisogna farci una risata, e non credere a un rigo di quello che viene divulgato dalla presidenza della Camera. Buono a sapersi: era solo informazione-burla. Da oggi andiamo a caccia di dati indipendenti non considerando più quelli dei collaboratori di Laura Boldrini, di cui evidentemente non ci si può fidare.”