Scuola, parità scolastiche: Renzi stoppa la Giannini. Priorità alle assunzioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2014 9:08 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2014 9:08
Scuola, parità scolastiche: Renzi stoppa la Giannini. Priorità alle assunzioni

Scuola, parità scolastiche: Renzi stoppa la Giannini. Priorità alle assunzioni

ROMA – Detassare le rette di iscrizione alle scuole paritarie? Per ora non se ne parla. L’annuncio fatto dal ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, al meeting di Cl pare non essere affatto piaciuto al premier Matteo Renzi, in queste ore alle prese con la stesura definitiva delle Linee guida di riforma della scuola che domani, 29 agosto, saranno all’esame del consiglio dei ministri.

Scrive Alessandra Ricciardi su Italia Oggi:

Linee guida nelle quali la revisione della legge sulla parità scolastica non dovrebbe comparire.. Detassare le rette di iscrizione agli istituti privati, come annunciato dalla Giannini, non solo ha evidenti problemi di copertura finanziaria, e la partita con l’Economia per la riforma complessiva è già ardua, ma pone grane soprattutto politiche. La legge sulla parità non è stata mai ben vista dai laici e dalla sinistra che nel partito democratico oggi non digerirebbero ulteriori finanziamenti, in nome della libertà di scelta, a favore degli istituti privati piuttosto che statali. E poi un conto sono le scuole materne ed elementari, è il ragionamento che nella segreteria del Pd portano avanti, dove effettivamente le paritarie svolgono un ruolo di supplenza dello stato, altra cosa sono le superiori che rappresentano una scelta a volte elitaria, a volte di comodo.

E così l’apertura alle private, dicono fonti di Palazzo Chigi, è destinata a restare un’apertura individuale della ministra di Sc, cui Renzi non dovrebbe dare nessun seguito nel documento finale. Al primo posto invece il piano di assunzioni dei docenti precari, il primo dei tre capitoli delle Linee guida. Si parla di 100mila assunzioni a partire dal 2015. Quando il piano di assunzioni previsto dal precedente governo Letta ne prevede già 82 mila, entro il 2016. E allora: le 100 mila di cui si parla sono aggiuntive alle 82 mila già in cantiere? E poi: le assunzioni saranno disposte solo dalle graduatorie a esaurimento, così da assorbire i precari, oppure per metà anche da concorso, così da aprire ai giovani e rispettare quello che oggi dice la legge? E Cgil, Cisl e Uil si chiedono: con quali risorse verranno coperte le nuove immissioni? Intanto le aspettative crescono.