Se anche un bacio riesce a dividere India e Pakistan. Bultrini, Repubblica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Agosto 2014 9:50 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2014 9:50

ROMA  – “Non sarà tra i dieci baci più appassionanti del cinema – scrive Raimondo Bultrini di Repubblica – Ma quello tra Humaima Malik e Emraan Hashmi nel film Raja Natwarlal fa già scalpore sulle cronache internazionali ben prima della sua uscita in sala a fine agosto”.

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Lei, star pachistana adorata in patria, lui celebre divo indiano di Bollywood, mettendo a contatto le loro bocche sul grande schermo stanno infatti per sfidare le fatwa dei mullah nonché le ire dei censori di qua e di là dal delicato confine militarizzato. Dove, in particolare alla frontiera nel Kashmir, si sono registrati proprio ieri gli ennesimi incidenti armati, con un saldo di due morti ed alcuni feriti.

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Che si possa arrivare ad una fatwa non è un’ipotesi troppo remota, visto che c’è il precedente del bacio tra Meera, collega e connazionale di Humaima, e un altro attore indiano di nome Ashmit Patel nel film Nazar, accolto in Pakistan da un anatema dei fondamentalisti e l’uscita anticipata dalle sale. Ma stavolta l’eroina della nuova pellicola di azione e sentimento, prodotta nei più grandi studios del mondo di Mumbai, sembra piuttosto ottimista. «La situazione è nettamente cambiata da allora, e non sono mai arrivate minacce di morte. Ci è stato chiesto solo di spostare l’uscita del trailer dopo la festa del Ramadan».
Eppure Humaima non solo bacia a tutto schermo un uomo di altra fede e altra nazionalità (peraltro invisa), ma recita pure la parte di una “danzatrice” dei celebri bar notturni di Mumbai, dunque poco più che una prostituta, mentre il pigmalione è un truffatore di basso bordo, che sfida eroicamente un potente “colletto bianco” della mafia finanziaria. «Non ti preoccupare, è un polpettone per famiglie», le disse pressappoco il regista Kunal Deshmukh per rassicurarla quando Humaima fu presa dal timore di cosa avrebbero detto a casa sua vedendola avvinghiata a tutto schermo. Infatti non le ha chiesto di spogliarsi, né di far seguire al bacio anche un amplesso come ormai succede normalmente alle sue colleghe indiane, un tempo a loro volta castigatissime.

Per mettere le mani avanti, l’attrice musulmana queste cose le ha ripetute tali e quali alla stampa pachistana, un po’ apprensiva anche se da anni i film di Bollywood attraggono con le loro eroine discinte larghe fasce di popolazione da nord a sud, compresa la città dei fondamentalisuo sti per eccellenza, Peshawar. Humaima si è anche sforzata di spiegare che prima d’ora non si era mai sbaciucchiata sul set, e che stranamente era “vergine” di baci di celluloide anche il suo partner Emraan. Di certo i conservatori di entrambi gli Stati, tra i quali molti censori cinematografici, non vedranno di buon occhio questo accostarsi melenso di labbra pachistane e labbra indiane, mentre lungo i confini truppe superarmate si confrontano notte e giorno in perenne stato d’allerta.
Ma alla fine dei conti «baciare non è poi tutto questo scandalo, lo fanno tutti — ha commentato Humaima — C’è una linea sottile tra sensualità e volgarità, e non credo di averla violata». Certo niente a che vedere con le foto della sua conterranea e quasi omonima Veena Malik, che tre anni fa si fece ritrarre da una rivista indiana per soli uomini senza niente addosso, se non un tatuaggio con scritto I.S.I., che è la sigla dei famigerati servizi segreti pachistani. Per un po’ le polemiche non si placarono, anche se attori e attrici pachistani, Veena inclusa, hanno continuato a entrare in numero crescente nello star system di Mumbai. Tra tutti Humaima è di gran lunga la più pagata, sfortunata in amore con alle spalle un matrimonio fallito e una relazione con un campione di cricket sposato, ma premiata da una popolarità crescente. Se poi la sua buona stella non sarà oscurata dalla mezzaluna dell’Islam ultraortodosso, col suo bacio al “nemico” potrebbe passare perfino per una messaggera di pace.