Selvaggia Lucarelli: “Maurizio Gasparri l’anima gemella per il nuovo Berlusconi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 ottobre 2014 13:49 | Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2014 18:34
Selvaggia Lucarelli: "Maurizio Gasparri l’anima gemella per il nuovo Berlusconi"

Gasparri e Berlusconi (LaPresse)

ROMA – “L’anima gemella del Cavaliere? Gasparri”. Così scrive Selvaggia Lucarelli su Libero Quotidiano. E aggiunge: “Gasparri è l’unico attorno a Berlusconi ancora in grado di dire qualcosa di destra e proteggerlo dalla deriva omosex nel partito“.

Ce l’ho io un’idea su come far riguadagnare consensi a Silvio Berlusconi. Si tratta di sostituire la Pascale con una figura più solida, più credibile, più coerente coni valori della destra e con la linea storica del cavaliere. Berlusconi dovrebbe fidanzarsi insomma, con l’unica figura rimasta fedele non solo a lui, ma a tutto quello che Berlusconi ha sempre sostenuto e rappresentato: Maurizio Gasparri.

Sì, lo so che l’idea appare bislacca, ma superato il primo momento di sconcerto non potrete che darmi ragione. Perfino Berlusconi chiederà la mano di Maurizio entro domani, ne sono convinta. Il punto è che la Pascale sta trasformando Berlusconi in una specie di macchietta triste, totalmente in balìa di un progressismo coatto e vari Dudù che starebbero bene nel marsupio della Minetti e torte cafonal con troni e scettri e risse fuori dallo stadio e cerchi magici che decidono le linee guida del partito e pure il colore delle mutande che deve indossare.

Il povero Silvio era il Califfo e ora è Mister Calippo. Una parabola di una mestizia ciclopica. Gli è toccato pure dire che è dalla parte degli omosessuali. A lui, che se deve pensare a una cosa spavento saper evitare di ingrifarsi quando gli passa davanti una donna che non sia la Pascale, pensa a un omosessuale o a Ingroia. O ancor peggio, a Ingroia omosessuale. Quest’uomo va salvato. E come Obama deve buona parte del suo successo a Michelle, bisogna che si metta in testa che solo Gasparri può essere la sua Michelle. Solo Gasparri può restituirgli un’identità forte e credibile.

Perché Gasparri, mentre tutti i suoi fedelissimi si sono lasciati affascinare dai venti del renzismo, resta l’ultimo militante del partito. L’ultimo a dire cose di destra, senza paraculismi e contaminazioni. Mentre la Santanchè limona Sallusti fantasticando sul selfie di Renzi a Palazzo Chigi, lui è un uomo solo, nella trincea\ i twitter, a sparare contro il nemico (…)