Serie Tv, futuro è on demand. Oltre il 60% degli ascolti “non lineare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2015 11:08 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 11:08
Serie Tv, futuro è on demand. Oltre il 60% degli ascolti "non lineare"

Serie Tv, futuro è on demand. Oltre il 60% degli ascolti “non lineare”

ROMA – Quando hai in palinsesto delle serie tv i cui ascolti non lineari (e cioè on demand o attraverso registrazioni) superano il 60% del totale, non puoi che realizzare come il futuro sia già qui: la televisione non è, e sempre più non sarà, quella cosa per cui ti siedi sul divano e guardi un po’ cosa c’è facendo zapping col telecomando.

Come spiegano da Sky, l’atteggiamento del telespettatore nei confronti della serialità è questo: i live delle prime puntate creano un certo engagement, attirano l’attenzione del telespettatore, che poi decide se e in che modo continuare a vederle.

Tanto per fare un esempio concreto, scrive Claudio Plazzotta su Italia Oggi,

l’ultima serie prodotta da Sky, 1992, ha avuto una media di 991 mila telespettatori nei sette giorni: 555 mila in modalità lineare (ovvero alla prima emissione live e nelle repliche da palinsesto) e 436 mila in modalità non lineare (on demand o registrato), ovvero il 44% del totale. Di questi, 150 mila hanno visto in media le puntate on demand, 132 mila registrandole e vedendole nel giorno stesso di emissione, e 154 mila registrandole e guardandole nei giorni successivi.

Da un lato, quindi, ci sono quelli che ancora si mettono sul divano e guardano ciò che passa il convento; dall’altro ci sono i non lineari, quelli che si organizzano, e sono un po’ più attivi e coinvolti nella ricerca e visione del contenuto.

La funzione non lineare, continua Plazzotta,

perciò, diventa fondamentale per valutare le performance di un contenuto e di un canale (per esempio come Sky Atlantic). E, al momento, non sono conteggiati gli ascolti in mobilità di Sky Go, che per prodotti di punta come Gomorra o 1992 possono valere quasi 100 mila ascolti on demand.

Nei corridoi di Santa Giulia, a Milano, dove ha sede il broadcaster televisivo, c’è grande soddisfazione per il fatto che le serie originali Sky siano di gran lunga le più viste, con Gomorra a guidare la classifica con i suoi 1.078.000 telespettatori nei sette giorni, davanti, appunto, a 1992 con i suoi 991 mila. Titoli che sovrastano gli ascolti di altre serie cult americane o inglesi, tanto amate dalla stampa in generale, ma viste da una nicchia molto piccola: 385 mila persone in sette giorni per True detective, 268 mila per House of cards 3, e 260 mila per Fortitude.

Se, da un lato, varrebbe quindi la pena ricordare ai giornalisti e agli opinion leader che quando seminano i loro servizi e discorsi di riferimenti ad House of cards stanno parlando una lingua sconosciuta al 99,5% del pubblico, dall’altro, però, questi contenuti di nicchia sono un ottimo laboratorio per capire le modalità di consumo di certa tv. Il 53% degli ascolti di True detective, ad esempio, è stato non lineare, percentuale che sale al 60% per I Borgia 3, al 61% per House of cards 3 e al 62% per Fortitude.

L’approccio non lineare per gli abbonati Sky è ovviamente spinto dalla crescita di Sky On demand: a oggi ci sono 1.556.000 abbonati che hanno attivato Sky on demand (più della metà dei tre milioni di abbonati che hanno My Sky Hd), in crescita del 39% sul giugno 2014, e con un raddoppio di titoli scaricati (…)