Servizio Civile, Renzi accelera: obiettivo 100mila volontari

Pubblicato il 9 Luglio 2014 10:56 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2014 10:56
Servizio Civile, il governo accelera

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – Cronoprogramma rispettato. Il nuovo servizio civile voluto da Matteo Renzi potrebbe approdare al Consiglio dei ministri già venerdì 11 luglio. O al massimo nella successiva riunione del governo.

Martedì 8 luglio se n’è discusso nel pre-Consiglio. Ma se c’è chi pigia sull’acceleratore (Lavoro e Rapporti col Parlamento), c’è anche chi frena (Economia e Difesa). Resta l’obiettivo dei 100mila volontari, circa dieci volte più degli attuali. Il braccio di ferro è sulle risorse: 200 o 250 milioni da trovare per un anno a seconda che la durata del servizio sia fissata in 8 o 12 mesi.

Tanto serve per aggiungere al piatto del servizio civile in salsa renziana 50mila volontari da sommare agli 11mila di oggi e ai 37 mila “avviati” col bando del 16 giugno. Queste le cifre che misurano la rivoluzione culturale e sociale annunciata a maggio dall’ex boy-scout ora premier.

Scrive Marco Ventura sul Messaggero:

Teste d’ariete i titolari del Lavoro, Luigi Poletti, e dei Rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi, che hanno illustrato a Palazzo Chigi i contenuti della legge delega. A mettersi discretamente di traverso i militari, che temono altri salassi a un budget molto sacrificato («Abbiamo già dato – dicono preoccupati alla Difesa – e nel 2014 abbiamo rinunciato a 400 milioni di investimenti»), ma anche i famigerati tecnici del Mef, il Tesoro, che ha l’ingrato compito ora di decidere dove andare a pescare i fondi. «Dove prenderli? Non so», dice l’ostinato fautore del provvedimento il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba, del Pd. «Spetta all’Economia dirlo. Quel che è certo è l’impegno di Renzi per raggiungere il traguardo dei 100mila, insieme al segnale che abbiamo voluto dare col bando di giugno per i 37mila già finanziati: 26 mila tra ottobre e dicembre con i 125 milioni rimasti nel Fondo nazionale del servizio civile, altri 11mila con le quote delle Regioni per le garanzie giovani». Ma l’argomento decisivo sembra essere che «lo vuole Renzi».

Per la Difesa i problemi sono anche altri. «Bisogna definire bene i compiti di questi volontari». E capire come inquadrarli nella generica «difesa della patria». Oggi il 61% fa assistenza, il 25 promozione culturale, il 9 si dedica al patrimonio artistico, soltanto il 2 all’ambiente e alla protezione civile. I conti sono presto fatti. Ognuno percepisce un rimborso netto di 433 euro al mese, rispetto a un peso lordo per lo Stato di 5.900. L’esborso per 100mila volontari sarebbe di 590 milioni l’anno, ossia 1 miliardo e 770 milioni nel triennio. Per capire lo scatto (e scarto), basti pensare che l’ultimo stanziamento ammontava a appena 70 milioni per dodici mesi. Renzi aveva incitato a ripensare interamente il servizio civile, non assimilandolo a un mero capitolo di spesa ma valorizzando gli enormi vantaggi e le potenzialità educative e nazionali. Tanto che nell’affrontare la presidenza di turno dell’UE, ha sottolineato che bisogna ragionare sull’introduzione del servizio civile europeo. Poi ci sono gli enti che fanno formazione e per questo ricevono dallo Stato 90 euro l’anno a volontario. Ma i 90 non bastano, dicono le associazioni, occorrono nuovi stanziamenti e incentivi fiscali (per esempio interventi sull’Irap). Renzi aveva fissato l’orizzonte temporale del 27 giugno per la legge delega. C’è un po’ di ritardo perché il tema è complesso e le risorse da reperire non poche.