Sigarette a migranti Cie: “Dal 2012 mi devono 46mila €”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2015 10:09 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2015 10:10
Sigarette a migranti Cie: "Dal 2012  mi devono 46mila €"

Il Cie di Modena

MODENA – Dal 2008 al 2012 ha fornito sigarette ai Centri per l’identificazione e l’espulsione dei migranti di Modena e Bologna. Da allora aspetta 46mila euro. La denuncia arriva da Marcello Morelli, titolare di una tabaccheria di Modena, spiega Alessandra Codeluppi sul Resto del Carlino. E coinvolge anche Daniele Giovanardi, fratello dell’ex sottosegretario Carlo e presidente della Confraternita della Misericordia di Modena, l’associazione di promozione sociale che girava le stecche ai Cie.

Scrive Codeluppi sul Resto del Carlino:

“L’avvio di verifiche su presunte anomalie nella gestione del Cie tra il 2010 e il 2012, ha poi portato alla luce i problemi economici della Misericordia. Per il buco, che supererebbe i due milioni, la Finanza, coordinata dal pm Claudia Natalini, aveva aperto un’indagine. A Daniele Giovanardi fratello dell’ex sottosegretario Carlo e presidente della Misericordia, era stato notificato il sequestro in via cautelativa di alcuni beni a fronte del mancato pagamento dei contributi dei dipendenti per 300-400mila euro. La Regione ha escluso la Misericordia dall’albo del volontariato: non ha più personalità giuridica dal 2014 per la mancata approvazione degli ultimi bilanci.

Tra i diritti degli stranieri al Cie, c’è anche un pacchetto di sigarette al giorno. Pagato dallo Stato. Morelli ha prodotto agli atti un plico di ordini e bolle che testimoniano la fornitura alla Misericordia. «La cadenza dei pagamenti sarebbe dovuta essere mensile – dice Morelli – ma avveniva sempre in ritardo, addirittura di un anno». Nel 2014 la Confraternita riconosce il pagamento di un ultimo assegno a Morelli: sono circa 40mila euro, più altri 6mila di interessi, solo per le forniture del 2012. «Spesso dovevo anticipare io i soldi, così sono stato costretto a farmeli prestare dalla banca. E di anno in anno gli interessi sono lievitati», dice. Sull’assegno si è aperta una contesa legale: ha il timbro della Misericordia, ma c’è un braccio di ferro tra Morelli e Giovanardi, che non lo riconosce.

Morelli, assistito dall’avvocato Sandra Delle Donne, rivendica però quei soldi come dovuti. E ha fatto precetto, in vista di un pignoramento, alla Misericordia e a Giovanardi. Inoltre, seguito dal legale Daniela Goldoni, ha sporto denuncia per truffa. Secondo gli avvocati, il conto corrente a cui si appoggiava la Misericordia nel gennaio di quest’anno sarebbe stato ancora aperto: «Dunque l’assegno era ancora valido, perché emesso su coordinate bancarie attive». Giovanardi ha però presentato un’opposizione e così la questione è approdata in tribunale. «Abbiamo anche cercato di parlare con il presidente per trovare un accordo, ma senza riscontro», spiega l’avvocato Delle Donne. Gli interrogativi sono tanti: «Ho dato i tabacchi pagando di tasca mia una cifra ingente. Ma se i soldi erano pubblici – chiede Morelli – che fine hanno fatto?».