“Silenzio, parla (al Tg1) la serena Cancellieri”. Ojetti sul Fatto Quotidiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2013 12:21 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2013 12:21
Silenzio, parla (al Tg1) la serena Cancellieri

Anna Maria Cancellieri (LaPresse)

ROMA – “Silenzio, parla (al Tg1) la serena Cancellieri”, questo il titolo dell’articolo a firma di Paolo Ojetti sulle pagine del Fatto Quotidiano del 17 novembre:

“Il silenzio dell’Innocente è durato poco. E in quale luogo si rompe volentieri questo silenzio? Ma al Tg1, che com’è noto è sempre sollecito quando c’è bisogno di soccorrere gli abitanti di Palazzo Chigi, i detentori del potere, senza badare al colore politico, alla qualità delle persone, al rilievo reale della notizia. Questa è ormai la sua principale funzione e dunque come negare un salvagente alla ministra Cancellieri in difficoltà? Va da sé che per queste interviste che servono solo all’intervistato per coprire le sue magagne e annacquare le responsabilità, ci vuole anche un intervistatore generoso e accondiscendete. È toccata a Filippo Gaudenzi, graduato quanto basta, artefice di molte dirette istituzionali alla porporina per Papi e Presidenti. Ed ecco la domanda chiave: “Lei sostiene di non aver mentito, il suo impegno prosegue come prima?”. La ministra, sconvolta dall’impertinenza di Filippo, ha risposto: “Sono serena”, l’aggettivo meteorologico rituale. (…)

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Se il Tg1 è avaro di sorprese, essendo il solito mausoleo destinato a glorificare comunque i vari re che la casta offre, le più succulente novità (dopo Galliani, anche Confalonieri è in bilico) stanno per arrivare dalle tv del Cavaliere. Il Giornale ha iniziato e sta dando la linea: Alfano è un “traditore” e anche a lui sarà inflitto il “metodo Boffo”. L’intendenza – intesa come i Tg della casa – seguirà, tanto per citare una frase napoleonica riciclata da Berlusconi. Le “colombe” non avranno scampo, al Tg5 (dove già si vocifera di una direzione Minzolini) i killeraggi più “seri”, al Tg4 e a Studio Aperto le bagatelle sui calzini corti di Schifani, l’alopecia irreversibile di Alfano, i percepibili tremiti alle mani di Cicchitto, il sangue infetto della Lorenzin e il marito comunista della De Girolamo. Per cominciare.”