Sisal, nessuna quotazione in Borsa: “Situazione economica sfavorevole”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Luglio 2014 10:40 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2014 10:40
(foto d'archivio)

(foto d’archivio)

ROMA – Sisal fa retromarcia e rinuncia alla quotazione in Borsa. La società, nel comunicato, cita la “sfavorevole situazione del mercato mobiliare domestico e internazionale”.

L’articolo del Messaggero:

Secondo fonti bancarie, la decisione presa dal board del gruppo insieme ai padroni del Granducato di Gaming Invest al fianco degli advisor di Deutsche Bank, London Branch e Ubs, riflette il poco interesse riscontrato da parte degli investitori istituzionali internazionali a puntare in questo momento su un’economia periferica come italiana e la previsione di una correzione nel breve termine dei mercati azionari. In più, il trend rialzista della Borsa di Milano, che da inizio anno è cresciuta soprattutto per gli acquisti sul comparto bancario, non sembra, nell’ultimo periodo, confermare questo andamento per i mesi a venire. Di conseguenza, essendo il debutto ormai alle porte, Sisal ha preferito fare marcia indietro.
Il gruppo ha confermato con una nota che comunque «perseguirà i propri obiettivi di crescita, che prevedono la continuazione dell’azione di consolidamento all’interno della catena del valore del mercato dei giochi e il rafforzamento della propria posizione nel mercato dei pagamenti e servizi».
Va ricordato che soltanto una settimana fa a quotarsi era stata Fincantieri. Il gruppo della cantieristica navale, sbarcato a Piazza Affari il 3 luglio, non ha brillato al debutto e ad oggi mostra un saldo negativo in Borsa del 5% circa. Nella seduta di ieri ha guadagnato lo 0,34% salendo a quota 0,74 euro (il collocamento era avvenuto a 0,78 euro). L’annullamento di due Ipo nel giro di poche giorni non favorisce certamente il processo di privatizzazione e collocamento sul mercato avviato dal governo, che oltre a Fincantieri si era posto l’obiettivo di far sbarcare in Borsa anche le Poste. Operazione che, al di là dei dubbi del neo ad Francesco Caio, a questo punto slitterà sicuramente al 2015.