Rassegna Stampa

“Sistema elettorale, per ora c’è il proporzionale”, Stefano Folli sul Sole 24 ore

"Sistema elettorale, per ora c'è il proporzionale", Stefano Folli sul Sole 24 oreROMA – Allo stato delle cose, il sistema elettorale vigente in Italia è a tutti gli effetti il proporzionale. Ha sostituito il vituperato “Porcellum” ed è pronto per essere applicato anche oggi.

Deriva dalla sentenza della Corte Costituzionale e richiama, non c’è bisogno di ricordarlo, la Prima Repubblica. Questo proporzionale potrà essere corretto e modificato, magari si trasformerà in un doppio turno all’italiana (più che alla francese). O forse prenderà la forma di un “Mattarellum” riformato, come prevede una certa scuola di pensiero.

Scrive Stefano Folli sul Sole 24 ore:

Ma la prospettiva rimane vaga, infarcita di mille “forse”. Tanto vaga da far risaltare ancora più nettamente la realtà che è davanti agli occhi: c’è un modello proporzionale operativo, destinato a restare in vigore fin quando non sarà cambiato per legge. Allora bisogna domandarsi a chi conviene davvero una riforma di tipo maggioritario. La risposta è semplice: a Matteo Renzi. Il problema è che forse conviene solo a lui e al suo Pd. Con la riserva di quanti, fra i democratici, vanno comunque coi piedi di piombo perché temono che un rapido mutamento del sistema coincida con la ghigliottina sulla legislatura.

Renzi ha dunque bisogno di un partner per alimentare il suo disegno bipolare. Sulla carta può essere solo Berlusconi. Ma ci si può fidare del vecchio prestigiatore? Ecco il rovello del neosegretario. Difficile dargli torto, tanto più che il leader di Forza Italia è alle prese con l’impossibile rinnovamento del suo partito, ciò che lo induce a puntare ancora una volta su se stesso, al di là del fatto che non potrà candidarsi.

Renzi deve badare a non farsi strumentalizzare da Berlusconi, tanto più che un abbraccio con lo storico avversario potrebbe avere effetti destabilizzanti nella maggioranza. Ma il vero problema è che non è chiaro cosa realmente vogliono dalle parti di Forza Italia. Di certo c’è che il partito berlusconiano ruota ancora intorno al 18-20 per cento dei consensi. Una quota che avrebbe un peso significativo, anzi determinante, se mai si votasse con il proporzionale. L’argomento è quasi “tabù” perché Berlusconi si è sempre avvolto nel mantello del bipolarismo e del maggioritario. Ma tutto cambia e certe convenienze sono trasparenti, se si guarda ai possibili equilibri della prossima legislatura (…)

 

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