Spending Review: risparmi fino a 36 miliardi. I sindacati: pronti allo sciopero

Pubblicato il 4 Luglio 2012 9:34 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2012 9:34
La prima pagina de Il Corriere della Sera

La prima pagina de Il Corriere della Sera

Spending Review. Ieri il presidente del Consiglio Mario Monti ha incontrato  i rappresentanti degli enti locali e delle parti sociali per illustrare il piano del Governo. Il Corriere della Sera: “Via uno statale su 10: il piano del governo sulla spending review prevede risparmi fino a 36 miliardi. Il premier Monti: non useremo l’accetta. L’ira dei sindacati. L’Iva salirà di un punto dal 2013.”

La percezione del Premier. Editoriale di Ernesto Galli della Loggia:

“Nessuna persona ragionevole può pensare che Mario Monti sia «di sinistra». Così come nessuna persona ragionevole può pensare che la politica del suo governo sia una politica «di sinistra», qualunque cosa oggi questa espressione in un caso e nell’altro possa ancora significare. Quella di Monti è più semplicemente una politica che si sforza di fare del principio di realtà (qui ed ora: dunque con i relativi vincoli anche di natura sociale che nessun mandato popolare lo ha autorizzato a mutare) il suo asse; e degli strumenti tecnici la sua principale risorsa. Può definirla «di destra» solo chi dei vincoli della realtà ha deciso programmaticamente di infischiarsene (almeno a chiacchiere), o è convinto che è meglio farsi governare dall’utopia e dall’immaginazione anziché dalla competenza.”

I numeri della Pubblica Amministrazione - Il Corriere della Sera

I numeri della Pubblica Amministrazione - Il Corriere della Sera

La manovra presentata da Monti.  Auto, Acquisti, Sanità: tutti i Tagli la scure sul Pubblico Impiego. Esuberi, in busta il 20% in meno. Articolo di Gabriele Dossena:

“Ad oggi, però, non si sa quante sono le amministrazioni che hanno utilizzato questo meccanismo e quanti sono i dipendenti pubblici finiti in mobilità obbligatoria. Al dipartimento della Funzione pubblica è ancora in corso il monitoraggio della situazione. In attesa che arrivino i risultati, il caso più significativo riguarderebbe la fusione tra Inps e Inpdap: un accorpamento che comporterebbe, stando alle prime stime, ad almeno 5 mila esuberi nella fascia dirigenziale. Tutti pronti per essere collocati in mobilità obbligatoria.”

 

 

Il rigore di Bondi e i sindacati spiazzati. La nota politica di Massimo Franco:

“Sono stati chiamati a cose fatte, sia Regioni ed enti locali sia imprese e sindacati. Mario Monti ha convocato ieri mattina a Palazzo Chigi i leader delle varie categorie per una informativa, una comunicazione di ciò che il governo si appresta a fare con l’operazione «spending review». Niente di più. Il presidente del Consiglio ha ascoltato le osservazioni, ma non ha lasciato spazio ad alcuna trattativa. Venerdì arriverà il primo decreto di revisione della spesa pubblica. A incarnare, anche fisicamente, la spending review era ieri mattina Enrico Bondi, il manager chiamato da Monti per preparare il pacchetto di tagli alla spesa per acquisto di beni e servizi della pubblica amministrazione.
Settantasette anni, l’ex risanatore della Parmalat si presenta nella sala verde di Palazzo Chigi con un vestito nocciola chiaro, mocassini marrone scuro consumati, pallido e magro, e si siede tra due abbronzatissimi e azzimati Antonio Catricalà (sottosegretario alla presidenza) e Vittorio Grilli (viceministro dell’Economia).”

 

Le due Europe - Il Corriere della Sera

Le due Europe - Il Corriere della Sera

Scudo anti-Spread. Lo scontro fra i due blocchi Nord-Sud annuncia una lunga estate di trattative in Europa. L’analisi di Ivo Caizzi:

“Rischiano di allungarsi i tempi di attuazione concreta delle misure anticrisi decise nell’ultimo Consiglio dei capi di Stato e di governo. Appare sempre più improbabile che nell’Eurogruppo dei ministri finanziari, il 9 luglio prossimo, si riesca a rispettare il compito di definire le norme tecniche e i dettagli operativi, come avevano indicato i leader nel vertice a Bruxelles. È già spuntata l’ipotesi di aggiungere un Eurogruppo straordinario il 20 luglio prossimo. Ma sui punti più delicati si potrebbe rinviare a dopo l’estate. 
Le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel e le prese di posizione di Finlandia e Olanda, che guidano il fronte dei Paesi del Nord più solidi economicamente, hanno frenato le aspettative dell’asse Francia, Italia, Spagna, che sostiene la linea della solidarietà verso gli Stati mediterranei con difficoltà finanziarie. Lo slittamento colpirebbe perfino le misure a breve termine che, nel summit, il premier Mario Monti e il collega spagnolo Mariano Rajoy avevano sollecitato con urgenza per puntellare le debolezze dell’Italia e della Spagna.”

 

 

L’intervista di Maria Teresa Meli ad Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori:

“Governo per fare cosa? A noi non piace il governo del ragioniere Monti: e allora, che male c’è? Se il duo D’Alema-Casini vuole costruire una coalizione in continuità con il governo Monti, noi certamente non ci saremo. Ciò detto, noi non pensiamo a una coalizione alternativa al centrosinistra. Noi vogliamo fare un governo politico con un programma politico su cui confrontarci con il pd, con i suoi elettori, più che con i suoi dirigenti.”

 

Esteri. Bastoni, scosse elettriche, abusi Il catalogo degli orrori di Damasco. Il reportage di Viviana Mazza:

“Uomini in borghese con armi automatiche stanno di guardia davanti ad una delle presunte sedi dell’intelligence siriana indicate in un rapporto di Human Rights Watch, un edificio come gli altri, situato tra il traffico e i negozi del centro di Damasco. Secondo l’organizzazione con sede a New York, in luoghi come questo — 10 almeno a Damasco, 27 in tutta la Siria — «i detenuti vengono torturati in modo sistematico», allo scopo di «intimidire o punire chi osa opporsi al regime».
Il rapporto elenca oltre 20 diverse tecniche di tortura che verrebbero usate dalle quattro principali agenzie di intelligence, conosciute con il nome di «mukhabarat».
La fonte sono le interviste con 200 ex detenuti, per lo più maschi tra i 18 e i 35 anni, ed ex funzionari della sicurezza.”

 

La prima pagina de La Repubblica

La prima pagina de La Repubblica

Sanità e statali, ecco tutti i tagli. La Repubblica: “I sindacati in rivolta. Monti: io e la Merkel un passo avanti per l’Europa.” La mezza occasione. Editoriale di Alessandro De Nicola:

“Per ora tutto quello che si sa dei tagli alla spesa pubblica annunciato da Monti sono solo anticipazioni, però, alcune linee di tendenza emergono chiaramente. Primo: l’entità delle decurtazioni non sarà di soli 4.2 miliardi, come precedentemente annunciato, ma più pesante.”

 

Letti, farmaci, servizi e attrezzature sui malati. Nuove stretta da 4.5 miliardi. Il dossier di Michele Bocci:

“La botta per il sistema sanitario nazionale è da ko: 4.5 miliardi di euro in meno in tre anni, cifra a cui vanno aggiunti i tagli decisi nel 2011 da Tremonti e che ancora devono essere applicati. Si sale a una riduzione di ben 12.5 miliardi. Tutte le regioni sono insorte in questi giorni di fronte ai criteri della Spending Review”

Tagli anche per gli statali. Scrive Valentina Conte:

“Assunzioni ridotte fino al 2016. Blocco ai concorsi per i dirigenti di prima fascia, sempre fino al 2016. Ferie non più monetizzabili e obbligate nella settimana di ferragosto e tra Natale e Capodanno. Buoni pasto a 7 euro. Stipendi delle società pubbliche fermi per due anni. Taglio del 10% a permessi e distacchi sincali. Consulenze compresse dell’80%.”

Risposta dura delle parti sociali al piano del Governo. I sindacati pronti allo sciopero generale. L’intervista di Roberto Mania a Susanna Camusso: 

“Così Monti ci fa sprofondare. Questo è un attacco ai lavoratori. Un’informativa reticente e criptica senza alcun confronto. Riduzione progressiva del ruolo dei sindacati.”

Il Giornale: “Basta, adesso tagliate. Sindacati e casta remano contro. Ma se Monti non sforbicia, a pagare saremo noi. Con l’ennesima tassa. Ecco le prove: così fu manipolato il rating per far cadere Berlusconi.” 

Editoriale di Nicola Porro:

“Forza presidente del Consiglio, non molli di un millimetro. E soprattutto fa bene a tenere le carte coperte. I tagli alla spesa pubblica sono cosa buona e giusta. Inaugurare una nuova concertazione su dove, come, quanto e perché si debba tagliare porterebbe ad un solo risultato: il nulla. I tagli alla spesa pubblica li invocano tutti, ma nessuno veramente li vuole. Siamo un Paese fan­tastico: i sondaggi dicono che più dell’80 per cento degli italiani ha in odio gli evasori, ma ad evadere sono sempre gli altri. Chiediamo una società più meritocratica, ma il merito che attri­bui­amo a noi stessi è sempre di gran lunga supe­riore a quello degli altri. E così per la spesa pub­blica: a parole diciamo di volere il machete, ma quando si tratta di ridurla per davvero invochia­mo il bisturi. Viviamo nel miraggio, vedrete quanto se ne parlerà nelle prossime ore, che per fare un taglio alla spesa sia sufficiente ridurre gli sprechi. Che certo ci sono. E vanno cancellati. Un grande giornalista diceva che in Italia è im­possibile fare la rivoluzione, perché in fondo ci conosciamo tutti.”

 

Sotto accusa i «maghi» del rating: c’è la prova delle manipolazioni. Scrive Stefano Zurlo:

“Errori. Incertezze. Inadeguatez­ze. L’inchiesta della Procura di Trani su Standard&Poor’s fa a pezzi il mito dei temuti maghi delrating , arbitri inesorabili dei destini finanziari dei Paesi più evoluti. In realtà anche i tec­nici sbagliano, anche loro viaggiano sulla lunghezza d’onda dell’approssi­mazione e qualche v­olta fanno pastic­ci più dei governi che devono giudica­re.
Un dato che emerge dalle intercet­tazioni dell’indagine condotta dal pm Michele Ruggiero in cui si conte­sta la manipolazione del mercato plu­riaggravata e continuata in relazione a quattro report sull’Italia diffusi fra il maggio 2011 e il gennaio 2012.”

Quelli che lasciano. Fiat lancia la 500 fatta in Serbia ma in Italia chiuderà una fabbrica. Articolo di Pierluigi Bonora:

“Potevano essere giorni di gran­de festa per Torino, con la nuova Fiat 500L pronta a essere prodotta al ritmo di 600 unità al giorno nel­lo stabilimento di Mirafiori. Era tutto previsto, a partire dall’inve­stimento (circa 1 miliardo), ma il tira e molla con i sindacati sul con­tra­tto Fiat aveva ritardato oltre mi­sura i progetti. Quindi la doccia fredda, il 22 luglio del 2010 diretta­mente dagli Stati Uniti: il program­ma L- 0, ovvero la futura «Cinque­centona », non sarà più realizzato a Torino, bensì a Kragujevac, in Serbia, più o meno con lo stesso in­vestimento ma con il valore ag­giunto dei ponti d’oro messi in campo dal governo di Belgrado. Una vera doccia fredda ma anche la prima dimostrazione concreta del nuovo volto del gruppo Fiat­Chrysler (ieri il Lingotto, con l’ac­quisizione di un primo 3,3% in ma­no al fondo Veba, è salito al 61,8% della casa di Auburn Hills: valore dell’operazione meno di 200 mi­lioni di euro), sempre più interna­zionale e orientato a produrre do­ve risulta più conveniente.”

 

Il Fatto Quotidiano in prima pagina attacca un articolo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera: “Un articolo degno di Berlusconi.” Editoriale di Marco Travaglio:

“Si attendeva con ansia l’illuminato parere del professor Ernesto Galli nonché della Loggia sulla trattativa stato-mafia e sulle pressioni del Quirinale per tentare di deviare il corso delle indagini.”

 

La prima pagina de La Stampa

La prima pagina de La Stampa

La Stampa: “Tagli, tocca a statali e sanità. Monti: non useremo l’accetta. I sindacati insorgono: pronti allo sciopero.” Editoriale di Mario Deaglio: 

“Tornati da Bruxelles, i governi europei si sono messi a fare i «compiti a casa», ossia a mettere ordine nelle proprie finanza pubbliche, scardinate dalla crisi economica. Per gli italiani si tratta di una prova molto dura perché l’Italia è reduce da una «vacanza» lunga più di un decennio, ma non ci sono rose e fiori neppure per gli altri paesi: la Corte dei Conti francese ha stimato ieri in 6-10 miliardi di euro i tagli alla spesa pubblica da realizzare Oltralpe nel 2012 e in 33 miliardi quelli indispensabili l’anno prossimo per arrivare a un deficit pubblico pari al 3 per cento del prodotto interno lordo, assai superiore a quello italiano..”

Intervista di Alessandro Alviani al ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle:

“Quello che è stato concordato nell’Unione europea resta valido. L’aspetto decisivo è riconquistare quanto prima la fiducia dei cittadini e dei mercati nella capacità d’azione dell’Europa. Per noi è importante, per ragioni politiche ma anche costituzionali, che tutti gli ulteriori passi per uscire dalla crisi avvengano col pieno coinvolgimento dei governi nazionali, così come dei parlamenti. (…) No agli eurobond, neanche in un futuro lontano.”

Politica italiana. Intervista di Ugo Magri a Gianfranco Fini:

“Dopo Monti? C’è grande incognita. Io mi auguro che venga superata con la nuova legge elettorale e con alleanze che nascano dai programmi, dalle cose da fare. Andrebbe evitato invece il teatrino delle coalizioni “contro” qualcuno e non “per” qualcosa, dove viene dimenticato o si considera ininfluente tutto quello che il governo e la maggioranza hanno fatto per senso di responsabilità. Lei lo vede Bersani che tiene un comizio con Di Pietro o con Vendola, senza poter dire una parola su mercato del lavoro, pensioni, tagli alla spesa e su tutto il complesso delle riforme perché gli altri due sarebbero in disaccordo?”

 

Il Messaggero: “Sanità e statali, tutti i tagli. Il governo ha presentato alle parti sociali e alle autonomie locali le linee guida per il decreto con il quale sarà rivista la spesa pubblica. Il provvedimento contiene i tagli alla sanità, al pubblico impiego, a Regioni, Province e Comuni. Nonostante le assicurazioni di Monti («Non useremo l’accetta») i sindacati sono sul piede di guerra e minacciano lo sciopero. Nel pacchetto dovrebbe confluire anche la norma con i criteri per tutelare altri 55 mila lavoratori «esodati»: potranno accedere alla pensione con le vecchie regole anche coloro che a dicembre 2011 non erano ancora in mobilità. Sfuma, per ora, il blocco delle tariffe.”

Fumo e paura al Policlinico di Roma. Malati evacuati. Scrive Raffaella Troili:

“Una scia di fumo dai sotterranei ai reparti. Si è fatta largo nei corridoi dell’ospedale innescando allarmi in tutto il Policlinico Umberto I. Evacuati il Dipartimento di emergenza, una parte di Neurochirurgia, il III padiglione di Medicina. Trasferiti i pazienti gravi, con tutti gli altri in camicia da notte e bermuda, sulla sedia a rotelle, la stampella e il gesso, al sicuro in strada.”

La signora del mercato. La Gazzetta dello Sport: “Perché la Juve può spendere così tanto e spendere bene.”