“Sponsor, l’inerenza blocca il fisco”, Antonio Iorio sul Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2015 10:22 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2015 10:22
Sponsor, l’inerenza blocca il fisco

Sponsor, l’inerenza blocca il fisco

ROMA – Spese di pubblicità e sponsorizzazione sotto la lente del fisco. Durante i controlli, l’amministrazione finanziaria spesso contesta l’indeducibilità di tali costi. Uno dei principali punti a favore della difesa è rappresentata dalla prova dell’inerenza dell’esborso sostenuto rispetto all’attività svolta.

Come riporta Antonio Iorio sul Sole 24 Ore,

oltre alle ipotesi in cui viene posta in dubbio l’esistenza stessa della operazione o la sua fatturazione per importi superiori al reale che rappresentano condotte penalmente rilevanti e che richiedono altri spunti difensivi, di norma i verificatori ritengono poco credibile la corresponsione di somme ad associazioni ed enti per sponsorizzazioni e/o pubblicità, qualora non riconducibili direttamente all’attività esercitata o alla clientela dello sponsor.

In sostanza tali spese non vengono ritenute idonee a incrementare il fatturato, in considerazione dei luoghi in cui la pubblicità viene eseguita, del numero limitato e della tipologia degli spettatori che partecipano agli eventi. Il fisco poi può ritenere antieconomico (se non «inutile») l’importo speso per il conseguimento degli obiettivi aziendali.

Pertanto per predisporre un’adeguata difesa in vista di eventuali contestazioni è opportuno predisporre preventivamente delle valutazioni e, soprattutto, conservarne traccia. È buona regola conservare sempre documenti che attestano le modalità di esecuzione della sponsorizzazione/pubblicità: foto di eventi, di striscioni, di tabelloni, di magliette, riprese televisive.

Fermo restando che non possono sussistere limitazioni alla scelte aziendali pubblicitarie, va da sé che per dedurre tali somme, è necessario una correlazione – per quanto astratta e potenziale – tra tipologia di sponsorizzazione e attività svolta dalla società. Di conseguenza, occorre valutare preventivamente le ragioni commerciali per le quali si ritiene di sponsorizzare una determinata associazione o un evento (fattore territoriale, clientela, presenza di clienti/fornitori). Non si può pretendere (neanche da parte dell’amministrazione finanziaria) una correlazione diretta tra sponsorizzazione svolta e incremento del fatturato/utile, anche perché occorrerebbe comprendere l’arco temporale di riferimento certamente molto discutibile.

Possono peraltro sussistere ragioni che non incidono immediatamente sui risultati economici e aziendali. Si pensi, per esempio, alla tipologia di pubblico partecipante alle competizioni rilevante non solo quale potenziale cliente diretto dello sponsor ma anche per i suoi familiari e amici (…)