Stalking, Roma vietata per il conte Fabrizio Sardagna Ferrari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2014 10:29 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2014 10:30
Stalking, Roma vietata per il conte

Il castello di Torcrescenza

ROMA – L’amore finito tra una delle coppie più in vista della nobiltà romana si è trasformato in una causa di separazione, combattuta a suon di botte, di denunce e minacce. Al centro di una vicenda giudiziaria senza esclusione di colpi, ci sono il conte Fabrizio Sardagna Ferrari von Neuburg und Hohenstein, ultrasettantenne proprietario del castello di Tor Crescenza, e la principessa Sofia Borghese, che ha ripetutamente denunciato il marito per averle reso la vita letteralmente impossibile.

Scrive Michela Allegri su Repubblica:

Dopo il rinvio a giudizio del conte, finito sotto processo lo scorso dicembre con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni ai danni della consorte, ora un nuovo provvedimento del giudice vieta a Sardagna Ferrari di fare ingresso a Roma, in tutta la città. Il nobile, “bandito” dalla Capitale e accusato di avere perseguitato la moglie, dimorerà in una delle sue proprietà all’Argentario. Il gip Alessandra Boffi, che ha disposto l’allontanamento del conte, nell’ordinanza specifica che la misura cautelare sembra essere l’unica condizione per «preservare la Borghese dalle continue offese e provocazioni del marito», in attesa «che si accertino i fatti denunciati».

Negli ultimi mesi, infatti, tra Sardagna Ferrari e la consorte si è combattuta una vera e propria guerra di querele incrociate. La più recente risale allo scorso 22 maggio, quando il conte era sottoposto a una misura cautelare più lieve che gli imponeva di distare almeno 250 metri dalla residenza della moglie, ma che, per motivi di salute, gli consentiva di abitare a Roma. Quel giorno, però, avrebbe violato l’ordine del giudice. I carabinieri, allertati dalla Borghese, sono dovuti intervenire nella tenuta di Tor Crescenza dove, a detta della nobildonna, Sardagna Ferrari non si sarebbe limitato a infrangere il divieto di avvicinamento, ma avrebbe anche speronato volutamente l’auto della moglie.

La signora, solo dieci giorni prima, aveva anche denunciato di essere stata vittima di un atto intimidatorio nemmeno troppo velato: aprendo la finestra di casa si era trovata di fronte una gallina morta appesa per il collo. Alla luce del nuovo incontro tra i coniugi, e dello screzio che ne era conseguito, il magistrato ha deciso di accogliere la richiesta di aggravamento della misura avanzata dal pm Vittoria Bonfanti, che ha ritenuto più che attendibili le querele presentate dall’avvocato Marcello Melandri, che assiste la Borghese. La versione raccontata dal conte è totalmente opposta. Anche lui, il giorno dello speronamento tra auto, aveva sporto denuncia, attraverso il difensore, l’avvocato Antonio Filardi. Aveva raccontato agli inquirenti che il 22 maggio, dopo tre settimane di ricovero, era stato dimesso dall’ospedale ed era tornato nel suo appartamento a Tor Crescenza. Mentre stava salendo in macchina lungo il viale del castello, era stato urtato dal fuoristrada di proprietà della moglie, guidato da uno dei bodyguard della donna.