Stamina, l’avvocatura di Stato dice no a Mauro Ferrari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 febbraio 2014 12:21 | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2014 12:21
Davide Vannoni

Davide Vannoni

ROMA – L’avvocatura di Stato, scrive Michele Bocci di Repubblica, suggerirà al ministro Lorenzin di non nominare Mauro Ferrari alla presidenza della commissione che deve valutare il metodo Stamina.

L’articolo di Repubblica:

Non c’è ancora la bocciatura ufficiale ma secondo indiscrezioni l’Avvocatura ritiene a rischio le dichiarazioni dei giorni scorsi dello studioso di nanotecnologie a Houston. In interviste e programmi tv, soprattutto alle Iene, si sarebbe sbilanciato a favore di Stamina, ed è pure andato a parlare con i parenti dei pazienti prima della nomina. Tutto questo esporrebbe il ministero ad un nuovo ricorso al Tar, magari da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica. Il tribunale ammini-strativo, infatti, aveva bocciato il primo comitato dopo un ricorso di Vannoni sostenendo che alcuni membri non erano imparziali. Non si vuole rischiare un altro stop della stessa natura e quindi Ferrari, che due giorni fa è stato sottoposto al parere dell’avvocatura da Lorenzin insieme ad altri studiosi, dovrebbe essere scartato.
Ma non è il solo colpo di scena maturato nelle ultime ore sul caso. «I biologi di Stamina non sono iscritti all’albo professionale ». Lo ha detto ieri il generale dei Nas Cosimo Piccinno ai membri della commissione sanità del Senato, che ha aperto un’indagine conoscitiva sul caso. La situazione dei professionisti è stata segnalata alla procura di Torino, che potrebbe indagarli per esercizio abusivo della professione. I biologi lavorano staminali, nella struttura pubblica preparano le iniezioni e non è escluso che da Brescia si decidano di prendere provvedimenti. I professionisti hanno sostenuto l’esame di Stato ma non si sono poi iscritti all’albo.
Sempre Piccinno ha rivelato che Stamina foundation non è più una onlus: è stata cancellata pochi giorni fa dall’anagrafe di queste organizzazioni dall’Agenzia delle Entrate del Piemonte. Il motivo sarebbe la accertata «mancanza di personalità giuridica che impedisce il riconoscimento della natura di fondazione ». Vannoni così perde il regime fiscale favorevole che hanno queste organizzazioni. Il generale ha riparlato di tre casi che «spingono a ritenere che altre posizioni simili al metodo Stamina siano presenti in Italia». Si tratta di due segnalazioni di persone malate o loro parenti che provengono dalla Campania e di una, ancora da verificare, dall’Emilia.
Il capo dei Nas ha ricordato infine come la casa farmaceutica Medestea «avrebbe finanziato e starebbe finanziando Stamina, come si apprende dai media, con cessione di quote partecipative in favore di Stamina Foundation». Sempre riguardo all’azienda, la senatrice a vita Elena Cattaneo, uno dei massimi esperti italiani di staminali, aveva fatto nella prima audizione una domanda su le Iene, sottolineando che nei servizi non si cita mai il legame tra Stamina e Medestea. «Anche su questo sono in corso accertamenti e non posso rispondere », ha spiegato Piccinno. Intanto l’associazione Luca Coscioni ha raccolto 5mila firme per chiedere che il metodo inventato da Vannoni sia reso pubblico.