Steven Sotloff, Ucraina, Russia: le prime pagine dei giornali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2014 8:09 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2014 8:09

Il Corriere della Sera: “Sfida a Obama: un altro decapitato”. Il tramonto della fretta, editoriale di Antonio Polito:

Il sogno di Filippo Turati era di cambiare la società come la neve trasforma un paesaggio: fiocco dopo fiocco. Il passo dopo passo di Matteo Renzi sembra dunque segnare la conversione del giovane leader «rivoluzionario» alla tradizione dei padri del riformismo: un’azione profonda e duratura, invece di una concitazione di hashtag su #lasvoltabuona .
Si tratta di una scelta saggia, oltre che obbligata. Saggia perché ristruttura il debito di promesse contratto con l’elettorato concedendosi più tempo per realizzarle, e insieme garantisce lunga vita ai parlamentari chiamati a votarle. Obbligata perché neanche Renzi sembra aver ancora trovato la bacchetta magica per cambiare i ritmi di produzione legislativa di un sistema lento, e non sempre per colpa del Senato. Un solo esempio: ieri pomeriggio non risultava pervenuto al Quirinale il testo del decreto legge sulla giustizia civile approvato al Consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto. Se pure arrivasse oggi, 3 settembre, c’è da calcolare almeno un’altra settimana per la normale attività di verifica prima della firma del capo dello Stato. Eppure si tratta di materia così urgente da finire in un decreto. Figurarsi che accade ai disegni di legge, o ai decreti attuativi. Di questo passo, passo dopo passo, i mille giorni passano in fretta.

La prima pagina di Repubblica: “Il boia della Jihad: siamo tornati”.

La Stampa: “Scuola, il piano precari: assunti ma senza scatti”.

Il Fatto Quotidiano: “Il boia decapita un altro americano”.

Il Giornale: “L’Islam taglia un’altra testa. Ma noi facciamo guerra a Putin”.