Rassegna Stampa

Suicida a Padova editore Giorgio Zanardi: le banche gli avevano revocato i fidi

Suicida a Padova editore Giorgio Zanardi: le banche gli avevano revocato i fidiPADOVA – L’hanno trovato nella sede della sua azienda impiccato. L’editore padovano Giorgio Zanardi, 73 anni, titolare di un grosso stabilimento nella zona industriale di Padova, ha deciso di suicidarsi perché la sua azienda, una delle più importanti nel campo dell’editoria che stampava anche per altri editori, stava franando sotto il peso dei debiti e della crisi.

Si parla di uno scritto in cui l’imprenditore spiega la sua tragica decisione. Il corpo dell’uomo è stato trovato ieri mattina, 13 febbraio, dal capo reparto. Zanardi lascia la moglie e due figlie, dipendenti dell’azienda e in cassa integrazione da poco.

Infatti la maggioranza dei dipendenti (una volta a quota 300) è in cassa integrazione. Sono rimasti al lavoro circa 110 dipendenti. L’amministratore unico della Zanardi conferma le difficoltà dell’aziende sempre piu’ assediata da debiti.

Racconta Alice D’Este sul Fatto:

A portare la Zanardi editoriale al declino sarebbero stati i debiti, ma anche alcuni errori di gestione, tra gli altri una liquidazione molto dispendiosa (e difficilmente comprensibile) di due soci per un totale di circa 800 mila euro, circa due anni fa. Ma gli eventi sarebbero precipitati solo dopo la revoca dei fidi.

“Il 9 gennaio era stato presentato il concordato preventivo al Tribunale di Padova, ma nonostante questo non sono stati riaperti i crediti bancari – spiega Malerba – e tutto è piombato nell’incertezza. Sembrava non ci fossero più vie d’uscita”.

Un’incertezza che Giorgio Zanardi non è riuscito a reggere. Come lui, negli ultimi anni, in Veneto sono stati in tanti. E altrettanti ci sono andati vicino. In 19 mesi di attività il servizio anti suicidi della Regione ha ricevuto 1137 telefonate. “Ancora una tragedia, ancora un lutto, ancora una perdita che, come tutte le altre, provoca dolore, sconforto e rabbia – ha detto ieri anche Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto – il nome di Zanardi si aggiunge al troppo lungo elenco delle vittime di questa crisi che non è solo economica, è molto peggio: è la nostra società nel suo insieme che sta vivendo uno dei momenti storici più drammatici di sempre e per uscirne è indispensabile che uno Stato e un governo distratti da beghe di segreterie politiche comincino a pensare ai problemi reali”.

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