Supercanone: rivolta contro la Rai. Caos sui solleciti di pagamento illegittimi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Luglio 2014 14:26 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2014 14:27
Supercanone: rivolta contro la Rai. Caos sui solleciti di pagamento illegittimi

Supercanone: rivolta contro la Rai. Caos sui solleciti di pagamento illegittimi

ROMA – Con la Rai hai sempre un posto in prima fila. Sì, così da lì è anche più facile tirarle le uova. Le rassicurazioni di Viale Mazzini sono rimaste lettera morta. Il caos del supercanone alle aziende destinatarie di solleciti di pagamento solo perché proprietarie di un computer, continua. Eccome se continua.

Scrive Fabrizio Boschi sul Giornale:

La rivolta parte da Pavia, ma pian pianino si sta estendendo in tutta Italia. Tutti contro le 500mila lettere ad aziende e famiglie già in regola e contro le notifiche inviate a chi non ha nemmeno tv. «Evidentemente l’ufficio abbonamenti sfugge al controllo di Gubitosi», punge il deputato leghista Davide Caparini, che segnala come «il caos canone sia tutt’altro che finito», nonostante «le lettere dal sapore stizzito che il dg Rai ha inviato alla commissione di Vigilanza, lamentando pure un eccesso di allarmismo sul tema».

A Pavia lo sportello della Rai è stato preso d’assalto da utenti imbufaliti che hanno ricevuto raffiche di bollettini per pagamenti già effettuati o non dovuti. «I disagi sono gravissimi – contesta Caparini -. L’ufficio abbonamenti continua nei suoi tentativi, al limite del fraudolento, di estorcere il canone anche a chi non lo deve pagare, con assillanti notifiche, richieste non dovute e altri “trucchetti”. La macchina-Rai sfugge al controllo di Gubitosi mostrando ancora una volta profonde zone d’ombra e l’urgenza di una riforma».

I bollettini sospetti sono stati inviati anche all’indirizzo delle seconde o terze case, dove per legge è possibile tenere una tv senza costi aggiuntivi. Come dire, ce stanno a provà. Per non parlare della pioggia di cartelle esattoriali alle attività commerciali. È questo il bilancio sulla riscossione del canone Rai, 2013-2014, stilato da Federconsumatori.

Oltre quaranta persone affollavano ieri lo sportello Rai di Pavia (nella sede di Confartigianato): tutti lì a chiedere chiarimenti, spiegazioni, a sventolare i loro fogli. Ognuno con le proprie disavventure Rai da esibire. Una signora, racconta la Provincia pavese, stanca e arrabbiata chiedeva: «Io ho più di 80 anni e ho scoperto solo grazie al sindacato che dopo i 75 anni avevo diritto a non pagare il canone. Perché in tv queste cose non le dicono?». Stefano, l’ultimo della fila, spiega: «Pago il canone di casa, ma quest’anno mi è arrivato un bollettino anche all’indirizzo della ditta di serramenti di cui sono titolare. Lì ho solo un computer e non lo uso di certo per divertirmi. Si parla tanto di aiuti alle piccole e medie imprese e poi le si continua a vessare con tasse odiose e ingiustificate».

Al danno si aggiunge spesso e volentieri anche la beffa. Specialmente ascoltando il direttore generale, il quale, invece di scusarsi, rincara: «Il canone si potrebbe tranquillamente ridurre se lo pagassero tutti». E comunque «la Rai ha il canone più basso e gli ascolti più elevati in un mercato apprezzato a livello europeo». Chiaro. Allora visto che è il più basso, si può anche pagare due volte. È proprio vero. La Rai, di tutto, di più.