Svelato il volto di Sant’Antonio da Padova, foto che conferma iconografia sacra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 giugno 2014 9:39 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2014 9:39
Svelato il volto di Sant'Antonio da Padova, foto che conferma iconografia sacra

Svelato il volto di Sant’Antonio da Padova, foto che conferma iconografia sacra

ROMA – Grazie alla scienza ­possiamo guardare in faccia Sant’Antonio da Padova. Ritratto in 3D, altro che quel viso un po’ così tipico dei santini. A prima vista ri­corda un po’ frate Giuseppe Cionfoli, il cappuccino che nel 1982 e 1983 al Festival di Sanre­mo fece breccia (nelle orec­chie, ma soprattutto nei cuori) con brani ormai diventati un classico del vintage vinilico-re­ligioso, quali Solo grazie e Sha­lom.

Ora,in tempi di suor Cristi­na che b­alla che canta e balla co­me un’indemoniata, l’immagi­ne old fashion di uno dei santi più venerati del mondo sembra fatta a posta per riconciliarci con un’iconografia sacra dicia­mo pure di stampo francesca­no, nel senso di san Francesco d’Assisi (di cui non a caso san’Antonio fu «allievo») ma pure di papa Francesco Bergo­glio.

Scrive Nino Materi sul Giornale:

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E allora viva Santo António de Lisboa, al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 –Padova,13 giu­gno 1231) con la sua carnagio­ne olivastra, i suoi occhi profon­di e marroni, le sue labbra car­nose e quel suo filo di barba.

Una«fotografia»elaborata tridi­mensionalmente seguendo le tecniche di ricostruzione foren­se. Il «ritratto» è stato realizzato nel laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense del­l’U­niversità di San Paolo in Bra­sile dal designer Cicero Moraes il quale ha lavorato «alla cieca», non sapendo fino alla fine di quale personaggio si trattasse. Il risultato è «miracoloso», e non poteva essere diversamen­te visto che parliamo di un san­to tra i più avvezzi ai prodigi. La «polaroid» di sant’Antonio è stata mostrato al pubblico, ieri nel corso del convegno nell’am­bito del «Giugno Antoniano pa­tavino »: un’operazione resa possibile dall’evoluzione delle nuove tecniche di ricostruzio­ne forense, rese famose al gran­de pubblico anche attraverso serie televisive come CSI o Bo­nes .

Tutto ha inizio da un’intuizio­ne del Museo di Antropologia dell’Università di Padova.«Ave­vamo già ricostruito volti di no­stri antenati e di personalità del nostro territorio come il poeta Francesco Petrarca – racconta Nicola Carrara, il conservatore del Museo di Antropologia –. Perché non ricostruire quello di sant’Antonio di Padova, la personalità legata alla città di Padova più famosa al mondo? In questa scelta è stato fonda­mentale il contributo del Cen­tro Studi Antoniani. Di sant’An­tonio avevamo il calco del cra­nio, realizzato nel 1981 in occa­sione della ricognizione dei re­sti del corpo e una prima rico­struzione fatta dallo scultore Roberto Cremesini nel 1995. Era davvero quello il vero volto del Santo? A distanza di 30 anni avevamo le conoscenze e le tec­niche per verificarlo. E il risulta­to della nostra ricerca è sorpren­dente ».

Avvincente la storia, quasi co­me un film: «Volevamo che Ci­cero Moraes lavorasse alla cie­ca, per non essere influenzato dalla grande personalità cui ap­parteneva quel cranio – spiega Carrara –.Gli abbiamo comuni­cato solo i dati essenziali: ma­schio, 36 anni, caucasico e gli abbiamo lasciato campo libe­ro ». Gli scarni indizi sono con­frontati con migliaia di dati fo­rensi, archiviati in tutto il mon­do. E dal mare di informazioni Moraes, senza saperlo, ricava la prima, inequivocabile con­ferma: è un iberico, probabil­mente un portoghese. Per Mo­raes la scoperta che si tratta di sant’Antonio, santo veneratis­simo in Portogallo e in Brasile, è un colpo al cuore: «A ogni passo mi domandavo chi fosse quel­l’uomo. Quando l’ho saputo,so­no rimasto senza parole, lette­ralmente meravigliato. Nono­st­ante io non sia particolarmen­te religioso, ho sentito una gran­de responsabilità: milioni di persone nel mondo avrebbero visto in faccia il loro Santo».

Entra in scena a questo punto l’ultimo importante attore: il Centro de Tecnologia da Infor­mação «Renato Archer» di Campinas (San Paolo), un cen­tro specializzato nella stampa 3D ad alta precisione. Dai suoi laboratori riemerge il volto di sant’Antonio, a quasi 8 secoli dalla morte (…)