Svuota carceri è legge, Il Fatto: “Evita la multa Ue, ma intasa i tribunali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2014 10:12 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2014 10:13

Svuota carceri è legge, Il Fatto: "Evita la multa Ue, ma intasa i tribunali"ROMA – L’obiettivo era e resta uno solo: arrivare a maggio e schivare il colpo. La sentenza Torreggiani non lascia scampo: se l’Italia non riuscirà a garantire uno spazio non inferiore ai 3 mq e molte ore trascorse all’esterno della cella, verrà condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo a risarcire, con centomila euro ciascuno, sette detenuti che avevano fatto ricorso per le condizioni disumane in cui vivevano nei penitenziari di Busto Arsizio e Piacenza. Cifra che, moltiplicata per i 15 mila detenuti eccedenti rispetto alla capienza delle nostre carceri, farebbe una somma degna di una Finanziaria.

E così, a due giorni dalla sua scadenza e a una settimana dal nuovo governo, ieri il Senato ha approvato con voto segreto –147 sì, 95 no e nessun astenuto – il disegno di legge di conversione del decreto del 2013: quello che è stato definito lo “svuota-carceri” e che in realtà, finora, ha portato fuori di galera soltanto 2.100 persone.

Erano 63.200, sono 61.100 e le previsioni da qui a maggio sono di scendere più o meno di altrettanto. Quanto basta, secondo le previsioni del ministro Annamaria Cancellieri, per portare a casa il risultato di Strasburgo. E poco importa se la legge rischia di essere travolta dai ricorsi.

Scrive Silvia D’Onghia sul Fatto Quotidiano:

Liberazione anticipata speciale. È la norma più discussa, nata male e finita – forse – peggio. Prevede che lo sconto di pena, già esistente, di 45 giorni ogni sei mesi per i detenuti che si comportano bene salga a 75. La decisione sarà comunque sub iudice. In origine, la norma era pensata per tutti i detenuti: le aspre critiche dei giudici antimafia, anche dalle colonne del Fatto , hanno portato poi all’esclusione dal beneficio di coloro che hanno commesso reati di mafia, omicidio, violenza sessuale, rapina aggravata ed estorsione. E già questo potrebbe violare l’articolo 3 della Costituzione. Se poi si considera che la norma è “in via temporanea” (dal 1 gennaio 2010 al 24 dicembre 2015), i profili di incostituzionalità potrebbero anche essere due. Perché chi è entrato in carcere il 31 dicembre 2009 non ne ha diritto? Ieri il Senato ha votato contro l’emendamento dei 5 Stelle che avrebbe impedito di estendere il beneficio a corruzione e concussione. “Vergogna”, ha commentato il senatore Enrico Cappelletti.

Viene ribaltato l’onere della motivazione: se finora il giudice, concedendo i domiciliari, poteva prescrivere il braccialetto “solo se necessario”, adesso dovrà farlo sempre, a meno che non ne escluda la necessità. I braccialetti erano già stati al centro di una grossa polemica, perché costati oltre 9 milioni di euro allo Stato a beneficio di Telecom (dove lavora come responsabile della Direzione Administration, finance and control Piergiorgio Peluso, figlio della Cancellieri) e perché, finora, ne sono state usate solo poche decine. La legge specifica che l’utilizzo dei braccialetti non comporterà un ulteriore aggravio per le forze di polizia. Resta da capire, allora, chi controllerà i detenuti che ne verranno dotati (…)

ESPULSIONE DEI DETENUTI stranieri. Viene ampliato il campo dell’espulsione come misura alternativa al carcere. Varrà anche per i delitti previsti dal testo unico sull’immigrazione, purché la pena non superi i due anni, e per chi è condannato per rapina ed estorsione. Anche in questo caso, visto che non ci sono i soldi per mettere le persone sugli aerei e riaccompagnarle in patria, è una misura che rischia di rimanere sulla carta.

AFFIDAMENTO IN PROVA Viene portato da tre a quattro anni il limite di pena (anche residua) che consente l’affidamento ai servizi sociali. “P e ccato che non vengano ampliate le risorse professionali e finanziarie indispensabili all’implementazione delle misure alternative”, fa sapere il Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali (…)

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