Tagli per evitare l’aumento Iva: trasporti, Comuni e Regioni, sanità…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Marzo 2015 10:21 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2015 10:25
Tagli per evitare l'aumento Iva: trasporti, Comuni e Regioni, sanità...

Tagli per evitare l’aumento Iva: trasporti, Comuni e Regioni, sanità…

ROMA – Dieci miliardi di tagli per scongiurare l’aumento dell’Iva. Il governo si appresta a tagliare una serie di voci della spesa pubblica per evitare che scattino le clausole di salvaguardia delle ultime due leggi di stabilità.

Si tratta di aumenti di tasse per un totale di 16 miliardi che scattano se i conti dello Stato non sono in riga. Grazie alla garanzia di queste clausole Bruxelles ha dato il via libera alle nostre ultime manovre finanziarie. E dove potrebbero essere recuperati questi 10 miliardi? Tagli alle Regioni e ai Comuni, trasporti e spesa sanitaria. Ecco cosa spiega Enrico Marro sul Corriere della Sera:

Per ridurre la spesa pubblica di 10 miliardi (su un totale di oltre 800 miliardi) il governo punta su un piano con molte voci. Applicazione massiccia dei costi standard a Regioni, Comuni e spesa sanitaria. Taglio delle società partecipate dagli enti locali (11 mila, secondo l’Istat, di cui 1.454 non attive). Le misure già previste dall’ultima legge di Stabilità potrebbero intanto essere rafforzate con il disegno di legge delega di riforma della Pubblica amministrazione all’esame del Parlamento.

Razionalizzazione del trasporto pubblico locale, con l’obbligo di gare per l’affidamento del servizio, il taglio dei trasferimenti alle Regioni che non ottemperano e l’applicazione dei costi standard per la definizione dei trasferimenti stessi, come prevede un disegno di legge che dovrebbe arrivare presto in Consiglio dei ministri. Riassetto delle articolazioni periferiche della Pubblica amministrazione e dei corpi di polizia. Anche qui le prime novità (assorbimento del corpo forestale) potrebbero arrivare con gli emendamenti alla riforma Madia. Introduzione di severi criteri di valutazione costi benefici sulle opere pubbliche.

Abbattimento delle 30 mila stazioni appaltanti e allargamento del perimetro di azione della Consip, la Centrale pubblica degli acquisti di beni e servizi, passando dai 38 miliardi presidiati ora a 50 miliardi (su un totale potenziale di 90) Ci sono poi i capitoli più delicati. Le tax expenditure, cioè il riordino degli sgravi fiscali, pure previsto dalla delega sul Fisco, e degli incentivi alle imprese. Capitoli anche questi indicati nel piano Cottarelli del 18 marzo 2014, che puntava a tagli per ben 34 miliardi nel 2016, e che sono rimasti sulla carta.

Oltre ai 10 miliardi di tagli alla spesa, il Def dovrebbe contare su 4 miliardi in meno di oneri sul debito pubblico, grazie alla riduzione dei tassi. L’aumento del Pil dovrebbe infine garantire, oltre a maggiori entrate, un miglioramento dei saldi di bilancio fondamentali per passare gli esami a Bruxelles. Il deficit potrebbe scendere quest’anno al 2,6% del Pil e nel 2016 sotto il 2%. E il debito pubblico cominciare a scendere, nel 2016 sotto il 130%.