Tares e Mini Imu: caos, bollettini spediti anche a chi era esente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2014 15:16 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 12:24
Tares e Mini Imu caos: bollettini spediti anche a chi era esente

Tares e Mini Imu caos: bollettini spediti anche a chi era esente

ROMA – Tares e Mini Imu: i moduli per il pagamento sono arrivati a casa anche agli esenti. Lo scrive Paolo Griseri su Repubblica, raccontando la storia di Pasquale, 63 anni:

“è in coda da due ore al Caf di via Poliziano, a Roma. Abita vicino a piazza Vittorio in un alloggio popolare. In una cartella ha infilato un mucchio di scartoffie, il piccolo tesoretto che un gruppo assortito di enti pubblici, dallo Stato al Municipio, ha sputato nella sua buca delle lettere nelle ultime settimane. «Ho cercato di capirci qualcosa ma mi sono arreso. Spero che qui mi aiutino. Vedo che tanti fanno la coda per lo stesso motivo». In effetti Pasquale è uno dei tanti. La sua storia è esemplare. L’alloggio dietro piazza Vittorio è tra quelli che il Comune di Roma ha deciso di passare al setaccio per rivalutare le rendite catastali. Succede nei centri storici di molte città. Quelli che un tempo erano appartamenti di ringhiera abitati dalla povera gente sono stati ristrutturati e hanno accolto nuovi abitanti radical chic dal reddito non certo popolare. Per sanare l’ingiustizia ecco la rivalutazione. Pasquale continua ad avere un reddito basso e un’abitazione modesta ma il Comune non lo sa. Lui abita nel centro e risulta tra i ricchi. Dunque, a novembre, gli è arrivata la notifica che aumentava il valore catastale del suo alloggio che è anche la sua prima e unica casa”.

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La rivalutazione della sua casa per il signor Pasquale è un danno doppio: più tasse, più calcoli da fare nella già poco semplice operazione della mini Imu:

“«Sono salito da 720 euro a 1.038», spiega Pasquale. E questo è solo l’inizio del rompicapo. La cartella è arrivata a dicembre ma la data della variazione è del 18 novembre. Così il calcolo della mini-Imu del signor Pasquale diventa un’avventura affascinante. «Dal 1 gennaio 2013 al 17 novembre 2013» spiegano al Caf, «il signor Pasquale dovrà calcolare la mini-Imu sulla base della vecchia Imu. Dal 18 novembre al 31 dicembre dovrà fare il calcolo sulla base di quella nuova». Semplice no? Al termine di una tortuosa operazione aritmetica (720+5%x160: 1.000×1: 100×40: 365×321) che vale fino al 17 novembre cui si somma la stessa operazione fatta partendo da 1.038 per i 43 giorni che separano il 18 novembre dal 31 dicembre, il signor Pasquale scopre che deve pagare circa 50 euro. E questo perché a Roma l’aliquota è del 5 per mille. Ogni comune, come si sa, ha la sua perché il bello del federalismo è che ciascuno dà i numeri che preferisce”.

Oltre alla beffa della mini Imu, c’è quella della Tares:

“Ma la tassa sulla prima casa non è l’unica scartoffia nella cartellina del signor Pasquale: «Mi sono arrivate anche quelle della Tares, due pratiche diverse, ma con la stessa scadenza,venerdì prossimo, una data che per me è un incubo». Eh sì: nel grande marasma nessun ente si fida più dell’altro. Così, dopo aver pagato la tassa sui rifiuti, la vecchia Tari, è stata istituita la Tares, che naturalmente è più alta. Scatta così il conguaglio da pagare sia allo Stato che, nel caso di Roma, all’Ama, l’azienda locale della raccolta rifiuti. Due enti, due conguagli. Lo Stato si fa vivo con un modello F24, un nome da cacciabombardiere che colpisce con missili esattoriali. L’Ama invece invia un più banale bollettino postale”.

Bollettino che è arrivato anche a chi non avrebbe dovuto pagare nulla:

“«Il problema — spiega Antonella Costantini, responsabile dei Caf Cgil di Roma e Lazio — è che la società dei rifiuti ha mandato i bollettini a tutti, anche agli utenti che avevano l’esenzione». I malcapitati sono così costretti a fare una nuova coda agli uffici dell’Ama per dimostrare il loro diritto «Diversi — racconta Costantini — hanno preferito pagare perché il conguaglio vale meno della mezza giornata di lavoro che si perde per non pagarlo»”.