Rassegna Stampa

Tasi, ipotesi rinvio. Scadenza slitta a metà giugno

tasiROMA – Il pagamento della Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili, forse non sarà richiesto prima di giugno. Quanto ci chiederanno di pagare però ancora non si sa. Questo sarebbe l’orientamento del Governo secondo Antonella Baccaro del Corriere della Sera:

“rinviare il pagamento della nuova tassa alla seconda parte dell’anno per evitare che ogni Comune fissi la propria. Una decisione che giunge dopo le polemiche createsi intorno alla sovrapposizione di pagamenti vecchi (la mini-Imu: la seconda rata della vecchia tassa sulla prima abitazione) e nuovi (la Tasi che è parte insieme alla Tari, tassa rifiuti, della Iuc, l’imposta unica comunale).

L’occasione sarà data, precisa Antonella Baccaro, dalla riunione del Governo prevista martedì 7 gennaio ,

“per fare un punto sul nodo ingarbugliato dei pagamenti sulla casa e elaborare l’emendamento da presentare al decreto Imu-Bankitalia”.

“Nella stessa riunione dovrebbe essere presa una decisione sull’aliquota massima della Tasi, fissata dalla legge di Stabilità al 2,5 per mille sulla prima abitazione e al 10,6 per le seconde. […]

“Malgrado il pressing dell’associazione dei Comuni (Anci), l’esito non è scontato e l’aumento potrebbe ricondursi solo a un mezzo punto, con un aumento dell’aliquota sulla prima casa dal 2,5 al 3 per mille. Non ci sarebbe molto da fare invece per la mini-Imu, il cui pagamento è stato fissato dalla legge di Stabilità al 24 gennaio prossimo per i contribuenti che hanno casa in un Comune che nel 2013 abbia applicato un’aliquota Imu superiore a quella standard del 4 per mille.

“L’idea di non fare pagare ai contribuenti il previsto 40% della differenza tra quanto dovuto applicando la maggiore aliquota e quanto si sarebbe dovuto pagare applicando quella base, non regge alla prova dei conti pubblici. Ai Comuni che auspicano la cancellazione della mini-Imu per non gravare sui contribuenti, il governo potrebbe proporre di rimborsarla detraendola dalla Tasi”.

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