Più tasse sui giochi online per cancellare la mini-Imu, Valentina Conte su Repubblica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Dicembre 2013 11:38 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2013 11:38
Più tasse sui giochi online per cancellare la mini-Imu, Valentina Conte su Repubblica

Più tasse sui giochi online per cancellare la mini-Imu, Valentina Conte su Repubblica

ROMA – Per cancellare la mini-Imu è corsa contro il tempo, il Pd aumenta il pressing per prendere soldi dall’aumento delle tasse sui giochi online.

Scrive Valentina Conte su Repubblica:

L’ultimo dato aggiornato, comunicato ieri dall’Anci (e risultato del monitoraggio Ifel su 4.167 delibere dei Comuni fino al 27 novembre), rivela che 2.437 sindaci hanno un’aliquota sopra quella standard del 4 per mille, sulla prima casa. Questo significa, ha spiegato ieri Fassino, che lo “sforzo fiscale” del biennio 2012-2013 vale 950 milioni di gettito. È questa la cifra che ora il governo chiede ai cittadini di coprire per il 40% (380 milioni, come detto). Ma potrebbe crescere. I Comuni hanno tempo fino al 9 dicembre per comunicare le delibere. Fassino ha anche spiegato che circa mille città sono già al tetto massimo dell’aliquota sulle seconde case (10,6 per mille). E dunque dovranno recuperare gettito nel 2014 spingendo al massimo la nuova Tasi sulle prime. Anzi, per dieci Comuni importanti – tra cui Roma, Torino, Milano, Napoli, Catania – non sarà neppure sufficiente mettere l’aliquota al 2,5 per mille. Per avere lo stesso gettito, occorrerebbe una Tasi folle, anche sopra il 4 per mille (non consentito però dalla legge).
Questione Imu, dunque, ancora aperta. Ma stangata Tasi all’orizzonte. Ecco perché ieri Fassino ha chiesto «al Parlamento di trovare 1,5 miliardi di euro nella legge di Stabilità, altrimenti nel 2014 nessun Comune sarà in grado di chiudere il bilancio».Aggiungendo poi che il fondo vincolato alle detrazioni da 500 milioni nel solo 2014 «è insufficiente » a esentare quel 30% delle prime case (4,5 milioni di abitazioni) che con l’Imu non pagava, perché compensava l’imposta con i bonus da 200 euro di base e 50 euro per ciascun figlio a carico. «Solo per i figli, le detrazioni valgono 400 milioni», ha riferito.