Tav, “processate Erri De Luca per istigazione”. La richiesta dei pm

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2014 9:16 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2014 9:16
Tav, “processate Erri De Luca per istigazione”. La richiesta dei pm

Erri De Luca (LaPresse)

ROMA – “Erri De Luca va processato perché alle sue parole, che istigavano al sabotaggio, sono seguiti fatti concreti e violenti in Val di Susa”. Con questa motivazione i pm torinesi titolari dell’inchiesta sulle proteste contro il Tav hanno chiesto il rinvio a giudizio dello scrittore napoletano.

Nell’udienza di ieri, 5 giugno, che si è svolta a porte chiuse e senza che De Luca fosse presente in aula, il gup Roberto Ruscello si è riservato la decisione, rinviando l’udienza a lunedì 9 giugno. L’accusa è di istigazione a delinquere per aver difeso in numerose interviste le attività dei No Tav, incitando al sabotaggio dei cantieri. “Il Tav va sabotata, perché è l’unico modo per fermarla”, ha più volte dichiarato lo scrittore. Parole che i pm hanno messo in relazione con le decine di episodi vandalici avvenuti in Val di Susa dopo le interviste, tra cui gli incendi agli automezzi parcheggiati nei cantieri del Tav.

Questa dunque la linea dell’accusa: quello di De Luca non è un reato d’opinione, ma un vero e proprio incitamento alla violenza perché le sue parole avrebbero influenzato “determinati soggetti a commettere azioni delittuose”, come ha spiegato il sostituto procuratore Andrea Padalino.

Scrive Giulia Merlo sul Fatto Quotidiano:

FINITA L’UDIENZA, il difensore di De Luca ha spiegato che lo scrittore parteciperà alla prossima udienza e che, in caso di condanna, non farà ricorso in appello. “Questo non è un processo a un uomo, ma alle parole di un intellettuale e poeta, che non si possono mettere in manette”, ha dichiarato l’avvocato. Lo stesso De Luca, infatti, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, aveva commentato che era un onore essere accusato di un reato d’opinione.

Mentre si svolgeva l’udienza, fuori dal Palazzo di Giustizia di Torino si è formato il presidio pacifico “per la libertà di espressione”, con 30 di attivisti No-Tav che hanno letto ad alta voce alcuni brani tratti dai libri di De Luca. La solidarietà allo scrittore è stata testimoniata anche da un appello in suo favore dal titolo “le parole non si processano, si liberano”, firmato anche dalla cantante Fiorella Mannoia, dall’attore Ascanio Celestini e dal missionario comboniano padre Alex Zanotelli. Anche la rete si è mobilitata: su Facebook è stato organizzato l’evento “Io sto con Erri De Luca”, che si svolgerà contemporaneamente in numerose città italiane, con letture e momenti musicali, che conta già oltre 25mila partecipanti.

Ieri, sempre a Torino, sono stati assolti per insufficienza di prove i due attivisti No Tav Cristian Rivetti ed Emanuele Davì, accusati di aver partecipato all’assalto contro il cantiere di Chiomonte nel febbraio 2013.
inizialmente dalla procura di Torino per indagare anche sull’ipotesi di corruzione negli alti ranghi ministeriali, ha molta strada da percorrere . “L’Aifa è lieta di collaborare con la Guardia di Finanza” diceva ieri una nota. Mentre il presidente di Aifa ai tempi del sospetto accordo, Guido Rasi, ora a capo dell’omologo ente europeo, s’è affrettato a dichiarare: “Per la parte di cui mi sono occupato io credo verrà fuori quanto l’Aifa ha lavorato correttamente. L’acquisizione dei documenti era altamente aspettata. Fa parte dell’attività routinaria, una volta annunciata un’investigazione”.