Tavecchio stoppa Lotito, il duro attacco della Gazzetta dello Sport

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2015 16:27 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2015 18:21
Tavecchio stoppa Lotito: adesso è un vero presidente

Tavecchio (LaPresse)

ROMA – Carlo Tavecchio, presidente della Figc, ha capito che, dopo il pasticcio della telefonata tra Claudio Lotito e Pino Iodice, non si poteva andare avanti con il presidente della Lazio sul campo delle riforme. E in 48 ore si è scrollato di dosso il suo tutor.

Come riporta Ruggiero Palombo sulla Gazzetta dello Sport,

la verità e che già da qualche giorno, all’indomani del pasticciaccio brutto della telefonata registrata di Lotito, Tavecchio aveva compreso che così, col suo presunto tutor con delega alle riforme tutto preso a straripare ovunque e con argomenti inaccettabili, non si poteva andare avanti. Ha aspettato che passasse il lunedì della Lega Pro evitando di drogare gli sviluppi di quella tragicommedia. Ha studiato le carte disciplinari, che al di là dei tempi biblici di Palazzi davano e danno poco spazio a chissà quali sentenze perché quella era e resta una conversazione privata e rubata. E ha compreso e deciso, nel giro di quarantotto ore, che era arrivata l’ora di scrollarsi di dosso tutto. Padrini e passato. E di cominciare a marciare con le proprie gambe.

La telefonata con la quale avrebbe avvertito Lotito di una decisione ormai presa rientra nello stile comportamentale di un uomo certo assai incline alle gaffe ma che quando c’è da mettere la faccia, anche nelle circostanze meno facili (Lotito è stato il suo grande elettore e sembrerebbe non averla presa per niente bene) non si tira indietro. La delega alle riforme del calcio italiano, a partire dal prossimo Consiglio federale di fine mese ma in pratica da ieri sera, non appartiene più al presidente della Lazio. Tavecchio ha i poteri e li userà per trasferire questa sua decisione al Consiglio federale, dal quale ci si aspetta una approvazione collettiva, capace di andare al di là dei tradizionali schieramenti con Aic, Allenatori e ormai anche Arbitri all’opposizione. Non crediamo, peraltro, che a Lotito venga riservata la gogna sulla pubblica piazza.

L’ineffabile Lega di Serie A di Maurizio «zero assoluto» Beretta lo ha portato a suon di voti in Consiglio federale e lì Lotito resterà, presumibile parte integrante di quella commissione che, presieduta e governata da Tavecchio, dovrà proseguire sul cammino delle riforme.